Bianciardi, La vita agra

la copertina del romanzoUn libro che un‘intera generazione avrebbe voluto scrivere. O anche più d’una generazione, a giudicare dalla fortuna postuma di cui Bianciardi ha goduto e tuttora gode. Milano, fine anni ‘50. il boom economico richiama da tutta italia torme d’immigrati. tra loro anche il protagonista di questa storia (fortemente autobiografica), che viene dal grossetano e trova impiego nell’industria culturale. vive a brera, allora ricovero d’artisti e spiantati.

Tra l’amore fedifrago per una donna e l’odio profondo per la metropoli, il protagonista vive la sua vita agra (aspra), in un intreccio di sberleffi e ossessioni. su tutto domina il ricordo della tragedia mineraria di ribolla, che bianciardi visse da cronista. e proprio per vendicarsi di questa sciagura, il protagonista ideerà il suo folle piano: far saltare in aria la torre velasca di milano.