Contabilità confusa
da qualche settimana mi sembrava che carlo fosse agitato.
carlo è il mio commercialista. sta a como, duecento chilometri di distanza. ci sentiamo solo via mail, o meglio: lui mi scrive, io le guardo rapido e passo oltre. nelle ultime settimane me ne ha mandate molte, di mail, con anche diversi allegati. tabelle, circolari, scadenze.
ieri però carlo mi ha telefonato. in tono professionale mi ha spiegato il perché di tutte quelle mail. entro fine mese deve fare qualcosa e gli servono tutti i documenti contabili del 2006. tutti.
così oggi ho aperto il mobile delle fatture. da mesi non l’aprivo davvero: lo socchiudevo appena e facevo scivolare dentro le fatture. ne è uscita una nuvola di polvere, che per qualche secondo ha galleggiato nell’aria disegnando una sagoma luciferina.
“era secoli che aspettavo di essere liberato”, ha detto la sagoma svaporando. ma non mi sono impressionato e ho guardato dentro il mobile.
contratti d’affitto parlottavano con planimetrie
il libretto del registratore di cassa era solo, evitato da tutti
quello della caldaia sbuffava
rugose fatture giacevano con documenti di trasporto, in rapporti contronatura
libri ordinati e mai ritirati guaiolavano
modelli f24 reclamavano inchiostro
rotoli di scontrini roteavano
vermi cartivori banchettavano felici
s’incuneavano in vecchie agende
abitavano in scatole abbandonate
e la polvere era dappertutto
ho chiuso subito, cancellato il numero di carlo, segnalato il suo indirizzo mail tra gli spammer.
articoli
mmm…Gandhi, con la sua teoria della disobbedienza passiva, sarebbe orgoglioso di te! poi ci racconti gli sviluppi futuri, ché son curiosa!
Ecco sì, così si fa ;-**
dontyna, non avevo pensato all’alto valore morale della cosa!
(oggi mi son pentito e sto chiamando da un’ora il commercialista, che non risponde)
placida, grazie dell’approvazione… un abbraccio!
La contabilità, meglio confusa che creativa.