Elogio dei distributori

Con un amico ogni tanto parliamo di distributori. E non di caffè o lattine, ma di libri.
Il mio amico sostiene che i distributori di libri sono destinati a scomparire. Il progresso della tecnologia, dice, tra poco li renderà inutili. Ci saranno questi fantastici e-book, ipertecnologici, e simuleranno tutto, anche la polvere e l’odore della carta. I libri poi saranno solo un mucchietto di byte, che chiunque potrà scaricare (e pochi pagheranno).
Anche io son convinto che i distributori scompariranno, ma per un’altra ragione: perché sto ultimando un robot killer che li eliminerà tutti, con molto dolore, uno dopo l’altro.
I distributori sono quelle simpatiche figure intermedie tra editori e librerie. sostanzialmente fanno questo: si mettono in mezzo e fanno pochissimo, a parte prendere molti soldi. Perché nel mondo dei libri girano un sacco di soldi. I librai e gli editori, però, ne fanno pochissimi. Sapete perché? Bravi: perché rimangono quasi tutti ai distributori.
I distributori, per dirne una, non chiamano i libri con il loro nome; li chiamano “pezzi”. Ci sono dei “pezzi” che “stravendono”, altri che sono “loffi”. I “pezzi” sono portati dai corrieri e disposti su pedane, organizzate per “gruppi” (s’intende editoriali).
Questo per dire che una frase tipica da distributore può essere: “C’è qui una pedana di novità Rcs, appena portata dal corriere. Questo stravende, prendine 20 pezzi, ti conviene”.
Poi i distributori sanno sempre se l’autore di un libro è apparso o apparirà o sta apparendo in televisione. A volte si scordano il nome, degli autori, ma mai i loro passaggi televisivi. “Guarda che Gomorra va in Rai domani“, dicono. O anche: “Ieri la giallista torinese, la… beh, quella lì insomma, era su Grp”.
I distributori, penso io, non leggono mai. distribuiscono. movimentano. hanno a che fare con i libri solo per un bizzarro caso del destino. Distribuissero banane, si troverebbero senz’altro meglio: che le banane dopo un po’ marciscono, e nessuno può vantare diritti di resa. Speriamo solo che prima poi lo capiscano, e si diano all’ortofrutta.
articoli
uhm
a questo punto la fatwa sui distributori di libri è d’obbligo … e anche sui distributori di benzina … così, a sfregio !!!
bacio
Chiaretta