beyala, gli alberi ne parlano ancora

Un piccolo villaggio del camerun. riuscite a pensare a un posto meno movimentato? uno s’immagina un rigido succedersi di gesti e riti, un agire circolare, sempre uguale, ogni giorno.

Quel che succede in Gli alberi ne parlano ancora, però, è tutt’altro che banale. intanto perché il piccolo villaggio è immarso nella storia, nel pieno della grande guerra. e poi, soprattutto, perché l’autrice riesce a raccontare con la forza e la creatività del mito.

E allora ecco un mondo capeggiato dal capovillaggio assanga djuly, alto come un baobab, forte come dieci bufali. e michelangelo di montparnasse, soldato francese catturato e integrato nel villaggio. e cristiano n.1, il primo convertito, e le sue due sorelle (cristiana n.2 e cristiana n.3, ovviamente).

Ecco ancora le gustose scene del villaggio alle prese con i militari tedeschi, prepotenti e stupidi proprio come ci si aspetterebbe.

Il racconto, scandito in sedici veglie, ha le parole di edena, centenaria griot che reinventa con scoppiettante ironia la storia del suo villaggio, quella del camerun, e quella dell’africa tutta. da leggere, se solo v’incuriosisce la letteratura africana.

in breve:
titolo: gli alberi ne parlano ancora
autore: calixthe beyala
editore: epochè