la ville banale

A volte per valutare un libro basta far due conti, senza neanche averlo tra le mani. è il caso di questo Com’è dolce parigi… o no di antonio caprarica, che finisce direttamente sotto la zeppa di giugno, come si vede nella foto qui a fianco.

I conti son presto fatti: il libro è uscito a maggio 2007; caprarica è stato trasferito a parigi a metà 2006 (prima stava a londra). significa che in una decina di mesi egli ha fatto in tempo a conoscere ben bene parigi, scriverci sopra un libro, farlo rivedere da un editor, pubblicarlo.

Un po’ strano, no? e infatti il libro rigurgita banalità: i francesi sono supponenti, non sanno l’inglese, mangiano ostriche e champagne. e via così per 200 pagine. se state mettendo via qualche euro in vista delle ferie, risparmiate questi 18 euro. altrimenti, risparmiateli ugualmente.

commenti

  • desmentera dice:

    Buuuuuh libro orrendo!
    Altro che zeppa.
    Al macero.
    schiffffff

  • beppe (autore) dice:

    wow, ti sta proprio antipatico caprarica eh? ;)

  • desmentera dice:

    Ma in realtà Caprarica non mi stava antipatico finchè non l’ho sentito presentare il suo libro da Fazio. Conta che non vedo mai la tv ed ero a cena dai miei. Mi alzavo ad ogni battuta del suddetto giornalista urlando improperi.
    Per me i libri così non dovrebbero trovare editore, carta e inchiostro sprecati…

  • dontyna dice:

    In effetti un anglofilo a Parigi non può scrivere altro che banalità, sui nostri cuginetti dell’Hexagone!

    (Beppe, ma libraio web-addicted come te, ce l’ha una account su aNobii?)

  • beppe (autore) dice:

    desme: io per fortuna da fazio me lo sono perso…
    dontyna: non sapevo nulla di aNobii, mi sa che non sono abbastanza web-addicted! ;) (ma ora lo guardo)
    un abbraccio!
    beppe

  • Blimunda dice:

    Purtroppo molti libri sedicenti “di viaggi” rigurgitano banalità o, peggio, informazioni errate come quello che citi. Ben meritata la pubblica gogna della zeppa. Zepparne uno per educarne cento.

  • antonio caprarica dice:

    Cari Dontyna,Desmentera e Blimunda (salvo Beppe che almeno e’ gentile) surfando in rete scopro con parecchio ritardo i vostri lusinghieri giudizi sul mio libro…Liberissimi di pensarla come vi pare, e di usarlo nel modo che vi pare piu’ acconcio. Ma prima almeno informatevi. 1 ) Conosco e frequento Parigi da quando ero bambino. E non scrivo una riga senza puntigliosa documentazione. C’e’ una sola imprecisione nel mio racconto, e riguarda il St.Emilion (che non e’ un Borgogna , colpa purtroppo del correttore di bozze…) 2) Strano che le mie “banalita’” siano condivise pure da molti francesi, e non proprio analfabeti, sebbene evidentemente non raffinati lettori come voi. 3) Fareste bene a studiarvi statistiche e cifre citate nel volume,cosi’ capireste meglio perche’ giusto pochi giorni fa il premier Fillon ha detto che lo Stato francese e’ (testuale) “sull’orlo del fallimento”. 4) Ognuno e’ libero di essere filo-qualcosa , ed evidentemente voi siete almeno tanto francofili quanto io anglofilo. Io pero’ almeno lo dichiaro, e non giudico un libro sul grado di simpatia dell’autore.
    Ma mi par di capire che siate ancora molto giovani, o quantomeno lo spero per voi : sarebbe la vostra unica attenuante.

  • beppe (autore) dice:

    Chissà se il commento qui sopra è del vero Caprarica; dal tono spocchiosetto e risentito direi proprio di sì.
    Ma questo lo scrivo solo per non apparire troppo gentile, sia chiaro…

  • Blimunda dice:

    Gentile Antonio Caprarica, intanto grazie per la risposta; non capita spesso che un autore si prenda la briga di commentare un blog. Il mio commento, mi sembrava chiaro,m si riferiva in generale ai libri di viaggio infarciti di banalità e non al suo in particolare, che non ho letto. Normalmente mi fido del giudizio di Beppe che, oltre a vendere libri per mestiere, è sicuramente un lettore colto e raffinato. Ma a questo punto, non posso più esimermi, così potrò commentare nello specifico questo libro di viaggi e non i libri di viaggi in generale.

  • Desmentera dice:

    @Gentile sig. Antonio Caprarica
    Le rispondo nel caso dovesse ripassare da questi lidi in cerca di puntigliosa documentazione su come il mondo dei blogger sia pieno di giovin signori che giudicano con l’unico e intramontabile metro della simpatia.
    Non credo di aver bisogno di alcuna attenuante, la giovane età presunta o altro per criticare un libro. Ritengo, in qualità di lettrice (raffinata o no è da decidersi) e “consumatrice” di libri di poter esprimere la mia valutazione su un prodotto letterario.
    E uso il termine prodotto non a caso.
    Sono forse stata meno gentile di Beppe?
    La prossima volta cercherò di usare di diversificare il mio scarso vocabolario. Per dire “schifo” e “orrore” proverò con “senso di repulsione” e “lieve disgusto”.
    Ma la sostanza non cambia. E non credo di essere filo qualcosa nello scrivere un piccolo commento sul blog del buon Beppe.
    Non metto in dubbio il Suo valore di giornalista e saggista.
    Non mi permetterei di dare giudizi del genere.
    Mi permetto però di mettere in dubbio il valore del suo libro.
    Che a molti francesi piaccia o no. Che i dati ivi riferiti siano veritieri oppure no. Che lei sia simpatico e arguto oppure no.
    Continuo a pensare al suo libro con la stesso veemente, giovanilistico fastidio.
    Che vuol dire già qualcosa, l’ho addirittura preso in considerazione. Addirittura mi sono indignata per alcune sue battute durante l’intervista dall’ossequioso Fazio. Potere del media televisivo.
    E’ già tantissimo.
    Troppo.

    Grazie e cordiali saluti

    P.s. Vorrei anche io documentarmi (o sbagliarmi anche) su un buon Borgogna ma per ora dovrò accontentarmi di un bicchiere di barbera. Sa com’è, noi giovani filo qualcosa.

  • dontyna dice:

    Quoto ovviamente Desmentera e Blimunda!
    La mia osservazione l’ho scritta in merito alla conferenza di presentazione del libro alla Fiera di Torino, durante la quale probabilmente sono state dette le stesse cose che Desmentera ha sentito in tv!
    E poi, che siano banalità o tesi fondatissime sostenute da argute statistiche, i lettori sono e saranno sempre liberi di esprimere giudizi sulle pagine scritte che si trovano tra le mani.
    Quindi non faccia l’errore di quello scrittore che riempie da sé le quarte di copertina esclamando entustiasta questo è un grande libro!, solo perchè conosce il lavoro che ci sta dietro e lo ritiene insindacabile!
    Poi, mi sembra, i nostri innocui
    commenti seguono la scia dei lettori che hanno scritto su IBS…

  • Iburo dice:

    A me personalmente Caprarica è simpatico, uno dei pochi giornalisti che sa fare del buon giornalismo, però il libro non so, solitamente quelli scritti da giornalisti non mi dicono granché, a parte quelli di Terzani.

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