Vidal, Duluth
Scritto, e tradotto in italiano (per la prima volta da Garzanti) negli anni ‘80, questo libro dopo vent’anni non ha perso nulla della sua attualità.
Duluth racconta gli Stati uniti attraverso i toni di una sit-com, dove tutto è al tempo stesso reale e irreale, dove le persone muoiono per poi rinascere due scene dopo, solo con una diversa acconciatura di capelli.
Scritto con un linguaggio piano, semplice e proprio per questo molto incisivo, Duluth allinea una serie di personaggi del tutto folli: una poliziotta giovane e sessuomane, una famosa scrittrice analfabeta, un terrorista azteco ferito nella virilità. E poi c’è un’astronave, che non turba più di tanto il quieto scorrere della vita a Duluth.
Vidal usa, per la sua satira, il tipico prodotto televisivo degli anni ‘80: il telefilm seriale (Dallas su tutti). Ma è abilissimo, quasi profetico a intravedere, vent’anni prima, il meccanismo dei reality show, con i loro protagonisti finto-spontanei.
Questa nuova edizione italiana, di Fazi, ha anche un’introduzione di Italo Calvino. Una ragione in più per correre a prenderlo.
in breve:
titolo: duluth
autore: gore vidal
editore: fazi
articoli
pensavo di aver letto molto di Vidal..mi devo ricredere!
In Luluth ritrovo un Pasolini di Salo’ sicuramente piu’ ironico e non per questo meno catastrofico.Tutto e’ mercificato, confuso..i personaggi stessi si sdoppiano e si mescolano in mille altre storie: romanzi, seat-com,vita reale che non lo è piu.
Mai come questo libro può essere tacciato di iper modernismo, vi sono infatti tutti gli elementi della nostra civilta’ odierna.
E come in Salo’ di Pasolini non ci resta che guardare da un binocolo e vedere le atrocita’ che l’uoomo sta compiendo verso se stesso:la disperazione dell’uomo che deve a tutti i costi comunicare, non piu’ con l’arte ma con sotterfugi che somigliano all’arte stessa.Warhol filosofo del Grande fratello attuale ne sarebbe felicissimo.
Insomma noi viviamo in un grande fratello..onnipresente.
Viva Vidal che fa un connubio con la scienza quantistica e ci riesce!
Luluth e’ per pochi..come lo sono sempre le opere che anticipano il mondo di domani.
L’opera e’ del 1983!!!