geda, per il resto del viaggio…
Questo è il libro più bello che ho letto, finora, nel 2007. Ed è un esordio. Un esordio spettacolare, per la precisione, di quelli che farebbero ben più rumore, se l’editore non fosse così piccolo.
Fabio Geda, 34 anni, torinese, è uno scrittore nato. In questo libro alterna stili e registri narrativi, inventa linguaggi, cambia scenari, introduce flash back e colpi di scena e fa tutto ciò con grande maestria, cioè con naturalezza.
Il libro è la storia di un viaggio, cui Emil, tredicenne rumeno, è in qualche modo costretto. Da Torino a Berlino, poi a Tolone e Carcassonne, infine a Madrid: mezza Europa attraversata per cercare il nonno e fuggire dall’Architetto, un giovane professionista con un interesse molto equivoco per lui.
Tutti queste città sono descritte con grande precisione, e ciò vale anche per i compagni di viaggio di Emil, che sono vivi, non esangui stereotipi. Sono personaggi cui finisci per affezionarti.
E soprattutto ci s’affeziona a Emil, il ragazzino che ama le parole, che s’immagina d’essere Tex Willer alle prese con gli indiani, ma è abbastanza ancorato alla realtà per sapere perfettamente cosa fare.

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