furini, volevo solo vendere la pizza
Questo è un libro irritante. Lo è in modo voluto, perché racconta dal vero quanto sia difficile aprire un’attività oggi in Italia. Il protagonista, giornalista cinquantenne, si mette in testa di aprire una pizzeria al taglio. Ma è una pessima idea, perché la burocrazia lo sommerge con richieste sempre più assurde, e alla fine affossa il progetto.
Ma il libro è irritante anche per un altro motivo: l’autore spende gran pagine a raccontarci quanto sia di sinistra, quanto rispetti - lui - i diritti dei lavoratori, tanto che una volta ha quasi fatto il sindacalista.
Sarebbe stato più utile approfondire, a mo’ d’inchiesta giornalistica, certi aspetti. Per esempio: c’è un consulente che, per 1000 euro, gli suggerisce di mettere un estintore in negozio (evvai!) e di frequentare una montagna di corsi. L’autore ci va e scopre - ta-dah! - che a tenere questi corsi è sempre il consulente.
Oppure, l’autore poteva usare l’arma bianca dell’ironia (nel libro ce n’è pochina). Invece ha preferito concentrarsi su se stesso. E ha un po’ rovinato un libro comunque utile.
in breve:
titolo: Volevo solo vendere la pizza
autore: Luigi Furini
editore: Garzanti
prezzo: 14 euro

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