Volevo solo aprire un circolo
C’è un libro uscito da poco che s’intitola Volevo solo vendere la pizza. racconta le disavventure di un giornalista di cinquant’anni che decide di aprire una pizzeria al taglio. non sa, poverino, a cosa va incontro chi cerchi di aprire qualcosa in italia.
Neanche io lo sapevo, quando con alcuni amici s’è deciso di aprire un circolo. cosa che dovrebbe essere molto semplice, e anche molto divertente. beh, non è così.
L’elenco delle traversie è lunghissimo, e neanche troppo interessante. ma è notevole il finale, che chiude alla perfezione un cerchio fatto della stessa materia dei paradossi.
Due settimane fa, per la terza volta, andiamo all’asl, cioè l’ente che concede l’autorizzazione sanitaria. l’idea è di chiedere chiarimenti su alcuni punti tecnici. ci avevano detto di costruire un magazzino e uno spogliatoio, vogliamo saper bene come farlo. così non ci sono equivoci, pensiamo.
All’asl parliamo con una persona che non abbiamo mai visto. la terza persona diversa, su tre volte ci siamo andati. è un piccoletto che dà l’idea di essere piuttosto infastidito dalla nostra presenza. ha una voce strascinata, indolente.
Gli spieghiamo la facenda per bene. quello che abbiamo fatto. quel che vorremmo fare. lui è annoiato ma anche un po’ nervoso. dopo un po’ che parliamo s’illumina di una luce cupa. chiede: “ma voi che volete fare, un circolo dietro un locale commerciale?”
Noi rispondiamo: “beh… sì, certo”.
E lui: “non si può fare”.
Io rido. mica per prenderlo in giro, ma perché mi sembra una battuta. anche bella, ha un gran gusto dell’assurdo questo piccoletto. quasi gli do una pacca sulle spalle e gli offro una birra.
Lui non credo che voglia una birra. ripete: “non si può” e per giunta scuote la testa.
“In che senso non si può?” chiedo, come se ci potesse essere più d’un senso.
“Non si può”
flashback
Da dieci mesi progettiamo di aprire un circolo dietro la libreria. dieci mesi in cui siamo stati da chiunque: all’arci, al comune di torino, all’asl, alla siae, in municipio, all’ufficio delle entrate. a tutti, ma proprio a tutti, abbiamo detto: vogliamo aprire un circolo dietro una libreria. nessuno ci ha mai obiettato nulla. tanto che il circolo esiste, è un’associazione registrata, con tanto di codice fiscale, ed è anche affiliata all’arci. da sei mesi vendiamo le tessere dell’arci. sul sito dell’arci esistiamo come circoletto.
Come non si può, l’abbiamo fatto. L’abbiamo già fatto!
Ma discutere è inutile. Fare un circolo dietro una libreria non si può. se l’abbiamo fatto abbiamo fatto una cosa illegale (io presumo).
Quando l’ometto dell’asl ci dice che abbiamo fatto un po’ i furbi, quasi gli tiro un pugno.
Ma rinuncio e gli dico: “guardi che abbiamo speso migliaia di euro per questa cosa. e due suoi colleghi ci hanno confermato, mesi fa, che si poteva fare. uno è garrone, il suo vicino. l’altro è ferrara, il suo capo”.
“Purtroppo al momento non ci sono”.
“Lo sospettavo”
Ma è inutile prendersela. quando usciamo, siamo svuotati, senza più energia. e io resto così, senza stimoli, abbrutito, per giorni.
Ora sono passate due settimane. qualcosa, con quello spazio sul retro, faremo. a qualcosa quel bel bancone servirà.
Senza contare che magari scrivo anch’io un libro.
articoli
Ciao Beppe! Grazie per la tua visita e per le congratulazioni! Sì, sono molto contenta

Spero di poter passare presto,
AnnA
Come ti capisco. Questo paese è terribile per le iniziative dei singoli (non multimilionari ovviamente). Dovresti passare in televisione. Allora tutto andrebbe per il meglio e il circolo diverrebbe realtà in un amen.

Purtroppo non c’è modo, a mio avviso, se non tenere duro e andare avanti come panzer senza scoraggiarsi.
Solo che quando ci sono di mezzo molti soldini è dura.
Spero davvero che la cosa si risolva.
Aggiornaci!!
Ma come? Ancora un intoppo burocratico? Che nervi, dio mio. Come capisco la tua frustrazione burocratica. Tieni duro…
secondo me ti sei arreso proprio quando eri arrivato quasi alla fine…fregatene del piccoletto, apri lo stesso..non vi cacceranno mai..e poi non andare a cercare il beneplacido delle istituzioni.. non lo troverai mai…perchè, almeno dalle mie parti, dei govani che voglono aprire uno spazio vengono sempre considerati come dei nullafacenti drogati….
quindi andate avanti.
ciao beppe,
ho letto solo ora questo articoletto dopo la tua spiegazione a voce… che ridere, è davvero molto divertente. Nei municipi esistono davvero questi personaggi, amo definirli così, sono una categoria a parte…lo gnomo, il nano, il vecchietto, lo zoppo, il timido, il balbuziente…e poi soprattutto non è mai quello della volta prima! incredibile, è un pò come essere nel regno di “molto molto lontano”. Coraggio, fatti valere…ORCO!eh eh
bye bye vec.
Provo a buttarla lì e speriamo di non consigliarti qualcosa di illegale… ma se allora cambi la ragione sociale della libreria? e fai diventare anche la libreria un circolo arci? così la sera potrebbe essere aperta nel retro (che detta così non è che mi suoni tanto bene devo dire!) e di giorno solo la libreria…
Tentare non nuoce, no? Magari prova subito ad informarti dal piccoletto infastidito.
Un augurio di cuore!!
Lelina
Ciao, ho letto il post e devo dirti la verità, sono scoraggiato ancora prima di iniziare.
Il fatto è che io e alcuni amici siamo itenzionati ad aprire un arci ma non sappiamo quanto convenga.
Riusciresti a darci qualche dritta e se finanziarimente sia un progetto sostenibile?
Grazie lele
arrivano ancora un po’ di commenti a questa che ormai e’ una storia un po’ vecchia…
a lelina dico grazie per i consigli, ma ormai ad aprire un circolo non penso piu’ (si potrebbe fare come dici tu, ma poi dovrei chiudere l’accesso al pubblico - entra solo chi ha la tessera - e poi niente vetrine, insegne ecc. insomma non sarebbe piu’ una libreria!)
a emanuele dico che la mia era una situazione un po’ particolare e di provare comunque ad aprire! in ogni caso dovete mettere in conto di spendere un po’ (2-3 mila euro come minimo) e sapere che le leggi sono un po’ ballerine. pero’ provateci, rinunciare in partenza non ha molto senso, no?
andrea so che con i comuni ci lavori e quindi ti credo!
e infine mad marky vado certo avanti, ma a fare il libraio che gia’ e’ una sfida dura da sola… complicarsi ancora la vita mi sembrerebbe troppo!
ciao ragazzi abbiamo letto la vs. dissavventura a che punto siete ? sai perchè noi volevamo aprire un circolo ? siamo anche noi di TORINO CIAO