E alla fine vinse il fax

Ieri ho comprato un fax. Non è una di quelle notizie che conquistano le prime pagine dei giornali, mi rendo conto. Quelle sono troppo impegnate con le notizie vere (tipo che Veronica Lario forse entra nel pd, o forse invece no).

Comunque ieri ho comprato un fax e per me è stata una cosa importante. Una sconfitta, per la precisione. Da che ho aperto la libreria non ne ho mai avuto uno. Mi dicevo: siamo nell’epoca digitale, a che serve un fax?

Per ventun mesi ho fatto di continuo la stessa conversazione:

- Mi mandi un fax
- Preferisco una mail, è possibile?
- Una mail?
- Sì. Sa, quelle cose che si scrivono con computer
- Mmm… aspetti che chiedo
- Grazie

Dall’altra parte del telefono, di volta in volta, c’erano editori, distributori, il comune di Torino, EniEnelAemFastwebTin, banche. A volte andava bene, se nell’ufficio di turno c’era qualcuno che aveva sentito parlare di questa cosa di Internet.

A volte non andava, e allora andavo in un negozietto qui dietro, pagavo 1 euro e 50, bestemmiavo, e spedivo il fax.

Quest’estate il negozietto qui dietro è stato chiuso per un mese e mezzo. La signora è tornata abbronzatissima. Caraibi, probabilmente. Mezza vacanza devo avergliela pagata io, a botte di 1 euro e 50.

Così ieri ho preso il dannato fax. Ne ho già spediti quattro. Ora attacco un cartello alla vetrina: Qui fax a 50 centesimi.

E quest’altra estate ai Caraibi ci vado io.


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commenti

  • desmentera dice:

    ahahaha ;-)
    Mi metto in affari anche io tra un pò. Fotocopie e fax, quelle cose che pensavo sarebbero scomparse nel giro di qualche anno e invece sono sempre lì, tipo i parlamentari insomma.
    Saluti faxati!

  • Blimunda dice:

    Come ti capisco! Da quando lavoro da casa ho ingrassato il Buffetti all’angolo. Uffici stampa: le faccio un fax? Caporedattori: ti mando il ritaglio via fax? Io, per ora, resisto.

  • beppe (autore) dice:

    desmentera: tra “quelle cose che pensavo sarebbero scomparse nel giro di qualche anno” non ci sono anche i libri, vero? ;)
    brava bli che resisti! io invece ho ceduto forse troppo presto (ma son stato provocato da una multifunzione nuova scintillante)

  • Ser dice:

    Ciao Beppe,
    leggo ora, con un ritardo di un paio di mesi, la tua email sui fax.

    Una cosa, il fax dal punto di vista amministrativo vale come documento, non ricordo il richiamo di legge, ma è così, ha valore come una fotocopia (forse parte dalla Bassanini-dovrei verificare) e quindi puoi ad esempio partecipare a alcuni concorsi pubblici mandando la domanda via fax, e fare altre pratiche amministrative…

    Quindi w il fax…alla faccia della firma digitale :-)

    mi hai fatto venire in mente il periodo della Pantera a Torino, io potevo avere 14 anni, e si andava a sentire alle manifestazioni i rappresentanti della “Pantera” che avevano occupato Palazzo Nuovo e lanciavano fax in giro per l’Italia…il “popolo dei fax” e mi hai fatto pensare anche alla casa editrice “minimum fax” nata, credo, proprio in quegli anni.

    In ogni caso, buono che fai i fax a 50 centesimi, tra poco arrivo che ne devo fare uno, e anche io mi arrabbio tutte le volte che devo entrare in una tabaccheria o copisteria a mandare un facsimile e ti posso dire, che si potrebbe proporre una “borsa-valori”, infatti io ho potuto spendere da 0.90 a 2 euro per un fax, a seconda dei giorni…

    Un abbraccio

    Ser

  • jimmy dice:

    Dai Beppe, tutti i mali nn vengono per nuocere!!!!
    dal sito della Mininum fax
    ….
    “minimum fax è nata ufficialmente nel 1993, anche se allora era soltanto una piccola rivista sotterranea, una pubblicazione periodica che veniva diffusa via fax: la mandavamo agli abbonati ogni mese. Ma questo succedeva molto, molto tempo fa, quando ancora andavamo all’università, prima di smettere. E prima che iniziassimo a fare libri. Ecco come andò. Nel 1994 la redazione decise che era giunto il momento di dare un corpo cartaceo a quello che avevamo da dire, a quello che ci sarebbe piaciuto leggere e che fino ad allora avevamo affidato solo alle linee telefoniche (e a quelle che ci piaceva tanto definire le “rotative domestiche” a casa dei lettori stessi: il fax)”

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