La fine del Che
martedì 27 dalle 21.30, lo scrittore boliviano Renato Prada Oropeza presenterà il suo nuovo libro, ‘I fondatori dell’alba’. E’ un romanzo che parla di Che Guevara e del suo tentativo di far insorgere la Bolivia. Tentativo che saprete tutti com’è andato a finire (in sintesi: male).
Ora, già sento tutta una serie di sbuffi e commenti del tipo: ” Un altro libro sul Che? ebbasta!”. Però badate bene che questo libro ha un che. Intanto: anno di pubblicazione (in sudamerica): 1969 . Due anni dopo la morte del Che. Roba scritta a caldo, insomma. Poi: nello stesso anno vince il premio Casa de las americas. E lo vince con merito, perché è un libro splendido. Che racconta un Che Guevara umanissimo, non “il teorico della guerriglia, ma il sognatore che, insieme a un pugno di altri sognatori, aveva inseguito l’utopia di un uomo nuovo” (Antonio Melis)
Nel 1969 Renato Prada Oropeza era un giovane scrittore. Ora ha settant’anni. Questo è il primo suo romanzo tradotto in italiano, grazie a una casa editrice intelligente e attenta, Gorée. Martedì si parlerà del libro, di Che Guevara, ma non solo. Perché nel frattempo (40 anni!) in Bolivia è successo qualcosa. E farcelo raccontare da Prada Oropeza sarà - ne sono sicuro - una bella esperienza.
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