Pino il barbiere
Siamo sempre così all’avanguardia tecnologica, noi librai, sempre impegnati a trasmettere ordini con sofisticati software, e poi a studiare strategie di e-commerce, ragionare di e-book e di morte della carta, che ogni tanto ci tocca allargare la bocca per lo stupore, di fronte a certe cose.
Come a questa signora anziana, che mi sta di fronte e vuole il libro nuovo su Gianni Agnelli, “sa quello illustrato con le foto”.
Io sapere non so, ma con una semplice ricerca sul potentissimo software lo trovo, le dico il prezzo, il numero di pagine, la disponibilità, la composizione chimica della copertina.
Poi alzo la testa, m’aspetto da lei un’espressione di ammirato stupore. Invece niente.
Dice: “Ecco, ha voglia di prendermene una copia e lasciarla a Pino il barbiere?”
“Pino il barbiere?”, faccio io.
“Sì”, conferma lei.
Poi mi sa che nota qualcosa nel mio sguardo perché aggiunge: “Ah, ma gliela pago subito, eh!”
Io rispondo che non c’è bisogno, davvero. Invece, se gentilmente potesse dirmi chi è Pino il barbiere: questo sarebbe bello.
“Pino, il barbiere!”, spiega lei.
Io resto fermo. Gli occhi bassi sul computer, come se Pino potesse essere lì, dentro qualche software.
Quasi lo cerco su Google: “Pino il barbiere + Torino”
Niente: esce questo. Non aiuta.
Dopo qualche infinito secondo d’imbarazzo lei spiega. Pino è il barbiere che sta qualche isolato più avanti.
Uno che “Lo conoscono tutti”.
Pino ogni giovedì va a casa della signora a tagliarle i capelli.
Se io do il libro a Pino, Pino giovedì prossimo lo porta alla signora, insieme a un taglio nuovo per natale.
Tutto molto semplice, in fondo.
Mi faccio spiegare dov’è la bottega di Pino, saluto la signora.
Lo schermo del computer rischiara la sera con la sua tenue luce inutile.
ps
Poi oggi da Pino ci sono andato. La bottega era chiusa, lui al bar a farsi un bianchino. Alle 11.30.
Sono un po’ preoccupato per il libro, e per i capelli della signora.
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