L’avversione per Mike
“[Grazie a Daniela] sono diventato un personaggio migliore di quello che ero prima”.
Probabilmente Mike Bongiorno non ha mai scritto questa frase. E neanche suo figlio Niccolò, che figura come coautore della sua autobiografia. Non resta, quindi, che elevare un peana all’anonimo ghost writer che ha scritto “personaggio” e non “persona”. Sicuramente una gaffe voluta, come le tante per cui Mike è diventato famoso.
A ottant’anni passati, di cui cinquanta in televisione, con infinite persone frequentate e conosciute, il libro di Mike Bongiorno avrebbe potuto anche essere interessante. Invece è una specie di articolo di Gente cresciuto a dismisura, dopato con buoni sentimenti e aneddoti addomesticati, fino a sfiorare le 450 pagine.
Dopo un gran testa a testa con il libro di Fabio Volo, La versione di Mike è ufficialmente l’ultimo libro-zeppa del 2007. Un bella soddisfazione, credo, soprattutto per Mike, nell’anno magico della laurea ad honorem e dell’innovativa conduzione di Sanremo. Ora non resta che farlo senatore a vita.

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