Ora vado più leggero e senz’aiuto
Ho cominciato l’anno nuovo perdendo cose.
All’inizio cose non troppo utili, come un cappello.
Poi un paio di occhiali da sole.
Poi i miei calzoni buoni (quelli senza buchi, per dire).
Poi un orologio.
Poi la guida Lonely Planet del Messico.
Ecco, fino a questo punto non mi sono preoccupato troppo.
Alla fine, mi dicevo, stai facendo un viaggio tosto, e tra levatacce e bus notturni, qualcosa lo lasci.
È anche un atto d’amore verso il paese, forse.
Un desiderio di non tornare?
Boh.
Certo trovarsi sotto il sole messicano senza occhiali e cappello non è il massimo, ma si sopravvive bene.
I pantaloni bucati, poi, aiutano l’areazione. E l’orologio l’ho ricomprato.
Tutto sembrava a posto, insomma.
Ma poi la sindrome da perdita è continuata anche in Italia.
Appena tornato ho perso definitivamente la ragazza.
Poi ho perso la casa.
(La macchina l’avevo già persa tempo fa).
In quel momento, che poi era ieri, m’è venuta in mente una gran bella canzone di Capossela: Contratto per Karelias.
Il testo non l’ho mai capito del tutto e tra l’altro mi son sempre chiesto cosa sia Karelias (una città?). Però c’è un verso perfetto, per queste occasioni:
“Non importa che ho perduto
ora vado più leggero e senz’aiuto“

articoli
beeppo, ma sei tornato quindi?
spero tu non abbia perso anche la libreria…
;O)z
sissì, sono tornato ieri
e volevo anche venire al teatro della caduta a vedervi (recitavi anche tu, vero?), ma era tutto straprenotato mannaggiavvoi!
la libreria è sempre qui, e io dentro (fuori fa freddo)
a presto!
beppe
La ragazza non l’hai persa, l’hai lasciata, è diverso.