Chesil Beach
Il racconto di una sera dilatato negli spazi e nei tempi di un romanzo. Per i protagonisti, Edward e Florence, poco più che ventenni, entrambi vergini, è la sera più importante: la loro prima notte di nozze, il momento della verità. Perché siamo nel 1962, e in Inghilterra il sesso non è proprio una pratica serena. Così tra Edward, desideroso ma pieno di paure, e Florence intrappolata in vaghe angosce, si stabilisce un gioco difficile, in cui ai silenzi si succedono frasi sbagliate, azioni non volute, rifiuti accennati.
McEwan si concentra sui dettagli, descrive minutamente gesti e posture, arredamenti e stati d’animo. Racconta la psicologia dei personaggi partendo spesso dai dati esteriori, assume di volta in volta il punto di vista di entrambi e riesce sempre a essere credibile.
In questo modo, nonostante la trama esigua - appena arricchita dai flashback e appesantita a volte da situazioni che si ripetono identiche - il libro è enormemente coinvolgente. L’autore riesce a prenderti di peso e a portarti in quella stanza d’albergo, dove con gesti minimi, sfioramenti e muti accenni del capo si svolge la storia.
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