Economia applicata (a una libreria)
Una volta, quando ero un libraio giovane e stupido, pensavo che la passione per i libri e quel po’ di conoscenza che ne deriva bastassero per fare questo mestiere. Credevo che l’importante fosse amare i libri, e leggerli, e saper consigliare. Il resto viene da sé, mi dicevo.
Così, mentre m’intestardivo a leggere, a tenermi aggiornato sulle nuove uscite, a recuperare conoscenze indispensabili, a limitare voragini d’ignoranza - mentre perdevo tempo, insomma - i miei competitor s’avvantaggiavano. Rosicchiavano quote di mercato. Avevano performance migliori. Un’aggressività che neanche mi sogno.
Ma io non è che questo lo notassi, allora. L’ho capito dopo. Mi pareva che le cose andassero benino, quando ho letto (ma perché, perché mi ostino a leggere?) il libro del guru. Cioè di Romano Montroni, per quarant’anni direttore delle librerie Feltrinelli. Quarant’anni, poi l’hanno pensionato. Come De Mita (e lui come De Mita ha cambiato casacca, e s’è messo a lavorare per le librerie della Coop).
Io m’aspettavo, aprendo il libro, di trovare “il vecchio libraio, con tutta la sua magia”. Ed ecco invece una roba piena di formule, di statistiche, di tabelle anche singolari. Una, lo Schema di riferimento per la gestione (p. 186, per chi ha il prezioso volume), è piuttosto somigliante alla mappa di Orzinuovi disegnata al contrario da un arabo monco, ubriaco di vodka.
Poi, tra una definizione di break even point e un comprensivo elenco degli indicatori di performance, Montroni ha avuto la geniale pensata d’inserire una citazione alta, due righe di poesia. E una mano gliel’hanno data quelli - da Benni a Eco, mica pizza e Moccia - che hanno scritto due parole prima o dopo o durante il libro. Forse per compiacere il lettore-cliente, che è la parte più importante dell’azienda libreria, come avverte fin dall’inizio.
L’ho conosciuto tardi, Montroni. Peccato. Ho perso molto tempo e un sacco di market-share. Ma ora che ho letto il suo libro, e so come massimizzare la produttività, ora che prima d’addormentarmi conto gli indicatori di performance, e che poi sogno extrasconti, e finisco per bagnar le lenzuola dall’eccitazione, ora sono pronto.
Qualcuno avverta la Fnac che ha i giorni contati.

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questo si chiama “delirio da onnipotenza”
e comunque caprotti sta tremando … ovviamente caprotti non c’entra nulla, ma mi piaceva scriverlo, ecco
ih ih ih…
(caprotti sta tremando per il parkinson, ci tengo a precisare)
un bacio chiarì!
A quando la prossima performance nella tua libreria? Stasera avevo voglia di passare ma sei chiuso. Montroni è quello coi baffoni staliniani?
uh-uh!la fnac ha i giorni contati!da bere per tutti!!!!!!!!!
la FNAC? mo passo e celo dico
ciao man.
Idealismo e nazionalismo sono i mali dell’europa, diceva il tuo amico Nietsche detto Nice.
Se il secondo mal avvilì mai liberato, ti hai.
ERRATA CORRIGE
Idealismo e nazionalismo sono i mali dell’Europa, diceva il tuo amico Nietzsche detto Nice.
Se il secondo mal non ti avvilì mai, liberato ti hai.
sei un genio