Giobatta

Oggi piove e con la pioggia vengono alla luce diverse creature: le muffe e i funghi, le lumache terricole e i pazzi da libreria. Ecco dunque questa signora, l’occhio grande e tremulo, che s’avvicina. Io già la temo e metto su un’aria come a dire: “Son qui per caso, io”. Ma lei non ci casca, mi punta decisa e scandisce:

- Mi dà il libro di Giobatta?
Io tento il trucco classico del meteorologo, che consiste nel parlar del tempo per prendere tempo. E questo innesca un dialogo strano.
- Ha visto come piove?
- Giobatta.
- E mica si ferma, eh. Tutto il giorno, cavoli!
- Giobatta quello dell’Africa.
- Del resto sa come si dice, marzo pazzerello…
- Giobatta l’ho visto da Costanzo.
A questo punto la mia nube mentale si apre e capisco che Giobatta è Giobbe Covatta. Così indosso la veste del massimo conoscitore mondiale del buon Giobbe. Lei invece varia registro, e il dialogo resta ben strano.
- Certo, ha scritto un paio di libri sull’Africa, non recenti però. Quale stava cercando?
- Ecco. Che i colleghi delle poste non ci credono.
- Collabora con l’Amref, e i soldi di questi libri sono in parte devoluti a loro, sa?
- Eh, li ho chiamati al numero verde, l’Amred. Ho parlato con Giorgio.
- Ma.. cosa cercava esattamente?
-Il libro… un almanacco insomma. Quello di Giobatta.
- Si… si ricorda il titolo?
- Giobatta.
- Glielo trovo subito.
A questo punto pigio tasti a caso della tastiera, mentre lei dice frasi confuse sui colleghi delle poste che devono capire che Giobatta non è uno scemo. Per questo le serve il libro, dice.
- Ho detto a Giorgio di mandare una lettera proprio alle poste.
- Giorgio?
- Sì, io volevo il numero di Giobatta ma Giorgio non me l’ha dato.
“Giorgio è un gran bastardo”, vorrei dire. Invece le cerco, chissà perché, un numero dell’Amref e la convinco a chiamare la sede di Milano.
- Ma non è un numero verde!
- No.
- Quindi devo anche pagare?
- Sì, signora, sì. Ma vedrà che lì il numero di Giobatta glielo danno.


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