Furutani, Vendetta…
Un ricco mercante in pericolo, sulla grande strada che collega Kyoto con Edo. Dei banditi lo stanno assalendo. Vogliono il suo oro. Un ronin (samurai senza padrone, quindi vagante) vede la scena e interviene, uccidendo gli assalitori.
Ma è successo davvero questo? Il mercante era davvero la vittima? O forse la verità è diversa? E perché nel corso del duello la spada del samurai s’è spezzata? Per saperlo bisognerà leggere fino in fondo questo bel libro d’ambientazione giapponese.
Marcos Y Marcos ha il gran merito di scovare scrittori stranieri poco noti in Italia, o anche sconosciuti, e poi credere in loro, coccolarli, pubblicare uno dopo l’altro tutti i loro libri, farli conoscere anche personalmente al pubblico italiano, portandoli e fiere e festival. Ha il merito grande e raro, insomma, di fare la casa editrice.
Ora sembra puntare su un giapponese d’America, Dale Furutani, nato vicino a Hiroshima, vissuto negli States, ma sempre con un occhio rivolto alla cultura del suo paese d’origine. Le sue storie, infatti, sono ambientate nel ‘600 giapponese, sorta di Medioevo in cui uno shogun (imperatore) s’alterna all’altro, creando situazioni di provvisoria anarchia.
In questo scenario si muove Matsuyama Kaze, un ronin abilissimo con la spada e legato al codice d’onore tradizionale. Un po’ investigatore, un po’ guerriero, Kaze è un personaggio affascinante, svelato a poco a poco dai tre libri della serie.
Vendetta al Palazzo di Giada, uscito a febbraio del 2008, è un bel romanzo d’azione, punteggiato d’ironia e perle filosofiche, con dialoghi vivacissimi e colpi di scena convincenti. Un ottimo seguito ad Agguato all’incrocio, in attesa del terzo titolo.

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