Octavio Paz

paz.jpgMentre le grandi librerie-supermercato rigurgitano libri-zeppa, s’è persa quasi traccia di un poetucolo minore, un oscuro rimatore, chiamato, così pare, Octavio Paz. Un’ultima copia di Vento cardinale e altre poesie riposava fino a poche settimane fa sugli scaffali cromati di una libreria Mondadori a Catania. Ma era solo una dimenticanza: un solerte commesso ha posto fine all’anacronismo, togliendola per far posto a Fra il cuore e le stelle.

A parte Pietra di sole, poema d’amore tradotto e pubblicato un paio d’anni fa da Il Filo, Paz è incredibilmente maltrattato in Italia. Per esempio, da anni Il labirinto della solitudine è fuori catalogo. Il che - in termini strettamente tecnici - è un’enorme stronzata: perché chiunque vada in Messico dovrebbe leggere questo saggio sulla messicanità. Se Mondadori concedesse al libro una ristampa, lo venderebbe benissimo. Ma Mondadori non lo farà: è troppo impegnata a lanciare giovani di modesto talento, facendoli passare per chissà che virtuosi.

Octavio Paz è considerato il più grande poeta di lingua spagnola del secondo ‘900. Ma non è stato solo un poeta: è stato un gigante della scena politica, sociale e letteraria ispanoamericana. Nel 1968, ad esempio, fece scalpore dimettendosi da incarichi diplomatici, in polemica col governo messicano, dopo il massacro di Tlateloco.

Da letterato, Paz ha vinto nel 1981 il premio Cervantes e nel 1990 il Nobel. Ora, a neanche dieci anni dalla morte, è sparito dalle librerie italiane. A proposito: il prossimo 20 aprile cade il decennale dalla morte. Chissà che questo non stimoli qualche editore a ristampare le sue opere.


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