Nuove frontiere della psichedelia

la copertina del libroEcco un libro incredibilmente, colpevolmente ignorato dalla critica letteraria. Dov’era Pietro Citati mentre Mondadori dava alle stampe Fra il curore e le stelle? Probabilmente perso nelle polverose pagine di Alice Munro. E Giulio Ferroni, che alibi ha Giulio Ferroni? Sicuramente era chino su una nuova, pedante stroncatura di Baricco.

Peggio per tutti costoro. Perché Fra il cuore e le stelle è uno strepitoso esempio della migliore letteratura psichedelica. Rinnova anzi il genere, lo riporta d’attualità. E lo sdogana anche: non c’è più bisogno di calarsi un acido, basta una mezz’ora di Amici.

Già la trama ricorda un poco Paura e disgusto a Las Vegas. “Mattia ha appena vinto Amici - sintetizza il risguardo di copertina - e si risveglia felice e frastornato, immerso nel sogno fino al collo“. Inutile dire che da questo sogno Mattia non si sveglierà più.

Per tutto il romanzo il ragazzo, voce narrante, resta in uno stato alterato di percezione. Prende dosi smodate di marija defilippa, un potentissimo psichedelico. Sprofonda nel delirio. E con una prosa che risente fortemente del suo stato mentale, racconta il suo mondo fatto di ragazze che si vantano del seno nuovo, in cui c’è un musical da preparare e un certo Garrison che ogni tanto spunta a rompere i coglioni.

Qualche volta, Mattia esce dal suo stato allucinato. Come in questo straziante passaggio: “Sono a Los Angeles e la prima cosa che noto è che qui non ci sono le Pamele Anderson e i surfisti mascelloni”. Ma sono solo sprazzi: si torna presto a deliri come questo: “Il secondo livello del gioco ‘Giada e Mattia’ è cominciato. L’i-Pod è ripartito [...] l’i-Pod… tutto è cominciato con un i-Pod, ricordate?”.


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