Lo stress della sinistra

“Ma io sono di sinistra” - rivendica orgoglioso lui.
“Piantala, che ci stanno guardando tutti!” - lo ammonisce lei.
È una vignetta del grande Altan, che Raffaele Simone premette al suo ultimo libro, Il Mostro Mite.

Io Raffaele Simone non lo conoscevo mica. Abbastanza comprensibile, visto che è un linguista che ha scritto saggi come: “Il sogno di Sassure” o anche i Fondamenti di linguistica, che saranno anche fondamentali, però anche no, grazie.

Ma da ieri, da ieri verso le 6 del pomeriggio diciamo, Raffaele Simone è diventato uno per me uno che la sa lunga. Perché nel suo libro spiega come mai la sinistra non vincerà mai le elezioni. E perché anzi in Occidente rischia di sparire.

Da bravo linguista, Simone è attento alle parole. Parole come travaglio, che la sinistra italiana usa tutte le volte che deve nascondere in soffitta una sua idea storica. E la soffitta comincia a essere molto affollata, visto che il mondo occidentale tende tutto - dice l’autore - a destra, e alla sinistra non rimane che tener fermi valori sempre più annacquati, e con un senso di disagio, di vergogna, sempre maggiore.

E qui sta il punto. Essere di sinistra, oggi, è uno stress continuo. Se usi troppa acqua per farti la doccia, se inquini andando in macchina, se non batti uno scontrino, se non paghi una tassa, se tradisci la tua donna, se ti coglie un pensiero razzista: tutte queste cose ti fanno sentire in colpa.

Chi è di destra può serenamente pensare che i rom siano tutti ladri, lanciarsi in sparate qualunquiste, andare a puttane: nessuno gli dirà nulla. Essere di destra oggi, in Italia, è insomma molto più rilassante.

Serve altro per spiegare il 3% di Bertinotti?


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commenti

  • filo dice:

    no è sufficiente così.
    ma uno che volesse vivere più difficile in quel senso per vivere un po’ più facile in quell’altro che deve fare?

  • Daniele dice:

    Nessuna consolazione? Altri cinque anni con lo psiconano. Voto sempre per il partito perdente. Che aspettavo all’8%. Una tesi? Inciucio alla Veltrusconi. Ora il Cavaliere disonorato poi Walterino che ha ottenuto almeno tre scopi: 1) ha varato il partito unico cucendo le frange; 2) e’ l’indiscusso leader dello stesso; 3) ha fatto fuori tutti a sinistra azzerando Bertinotti, Diliberto, Giordano, Pecoraro Scanio in un colpo solo. Vi sembra poco per un perdente?

  • beppe (autore) dice:

    filo… sai che - ma sarà l’ora, eh! - non ho mica capito la domanda??
    (e in ogni caso io avendo studiato filosofia non ho mai risposte da dare)
    daniele… anch’io è una vita che voto per chi perde, e questo ha un discreto fascino. ma quando perde così tanto il fascino diventa incazzatura e fin disperazione.
    Su Veltroni invece non son d’accordo: secondo me Veltroni ha straperso le elezioni. Ha fatto una scommessa e l’ha persa e dovrebbe trarne le conseguenze. Dicono tutti: bisogna cambiare, dare un segno di rinnovamento. Però l’unico a dimettersi è stato Prodi che non c’entra nulla con queste elezioni (e non aveva nessun potere effettivo: buoni tutti a dimettersi da ruoli onorari…).