Un amico che si sposa

“Buongiorno”, saluta il cliente cinquantenne distinto, bianchi capelli e sorriso incerto.
“Buongiorno”, risponde il libraio ancor pieno di sonno anche se è mezzogiorno.
“C’è un mio amico che si sposa“, confida il cliente.
Figo“, sfugge al libraio sempre meno impeccabile.
“…”, inarca il sopracciglio il cinquantenne, mentre si guarda attorno perplesso.
“Pensava a un regalo?”, si ricompone il libraio. Ma poi pensa che è strano, ai matrimoni mica si regalan libri.
“Sì, vede, il mio amico si chiama Giulio Cozzari. Dovrebbe esserci una lista”, precisa bianchi capelli.
“Una lista”, ripete il libraio senza capire. Una lista. Forse l’elenco di tutti i Giuli Cozzari del pianeta. Utile, eh!
“Sì… è una crociera, se non mi sbaglio”
Figo“, sfugge ancora al libraio.
E a questo punto c’è una doppia illuminazione. Libraio e cliente capiscono, nello stesso momento, di esser lì a parlare solo per un banale equivoco.
Nella mente del cliente dev’essersi fatto largo un dubbio irrisolvibile: “Perché in un’agenzia di viaggi ci sono tutti questi libri?”
Nella mente del libraio c’è poco più che nebbia. Pensa: “Mi ci vorrebbe un viaggio. Magari una crociera. Dovrei sposarmi, forse”.
Il cliente è il primo a rompere gli indugi. “Questa non è un’agenzia di viaggi”, afferma sicuro come uno che sa il fatto suo. Ha cinquant’anni, i capelli bianchi, un sacco di esperienza. A lui non la si fa.
Il libraio ormai si sente un millantatore, o una specie di truffatore. “Eh no”, ammette. Poi assurdamente aggiunge: “Non ho neanche i biglietti del tram, sa”.
“Ah”
“Eh”
“Arrivederci allora”
“Arrivederci. E faccia tanti auguri al suo amico”.


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