In arrivo a giugno

Anche giugno, come maggio, sembra un buon mese per chi ama i buoni libri. Ci sono le traduzioni dei nuovi libri di Peter Cameron e Hanif Kureishi; ma anche due gioiellini di Mihishima e Mahfuz. E non sono da meno i libri di viaggio: ci saranno le nuove uscite di due viaggiatori su due ruote: Giorgio Bettinelli e Marco Deambrogio. Ma andiamo con ordine (più o meno).
Di Peter Cameron, amatissimo scrittore americano, autore di Quella sera dorata e di Un giorno questo dolore ti sarà utile, uscirà per Adelphi Paura della matematica. Vista la tendenza malsana degli editori italiani a tradurre con titoli di fantasia quelli originali, è difficile capire a quale libro corrisponda. Possibile che sia una raccolta di racconti (Cameron ne ha scritte almeno due, non ancora tradotte). Costerà poco, per gli standard di Adelphi: solo 14 euro.
Nuovo, nel senso di appena uscito anche negli Usa, è invece Le sparizioni, di Scott Heim. In Italia lo pubblicherà Neri Pozza. Heim è arrivato in Italia grazie a Playground, che ha tradotto il romanzo d’esordio, del 1998, Mysterious skin. Così come nuovo è il libro di Vendela Vida, Le luci del Nord cancellino il tuo nome, che Mondadori pubblica sempre a giugno. La Vida è moglie di Dave Eggers; oltre a ciò non ha gran meriti, secondo me. Eppure ha i suoi fan. Così come Hanif Kureishi, inglese d’origine pakistana, autore del Budda delle periferie. Di Kureishi è in arrivo Qualcosa da dirti, per Bompiani.
Passiamo a nomi meno noti (o del tutto sconosciuti). Marcos Y Marcos, la piccola-grande casa editrice milanese che ha lanciato o rilanciato tanti grandi scrittori, a giugno esce con Second Hand, un romanzo di Michael Zadoorian. È l’improbabile storia d’amore tra due fanatici di collezionismo (altre informazioni qui). Sembra interessante, vero? Così come Farsa, librone di Marius Serra in uscita per Neri Pozza. La trama, tra maghi e immigrati clandestini, è folle abbastanza da farcelo aspettare con ansia (altre informazioni qui).
Per il capitolo grandi ritorni abbiamo invece Karnak café, un romanzo di Naghib Mahfuz mai tradotto in Italia, che viene ora proposto da Newton Compton. Questa casa editrice ha - tra gli altri - il difettaccio di tradurre traduzioni. Ma un libro di Mahfuz è sempre benvenuto, tutto sommato. E c’è anche un libro nuovo di Yukio Mishima, Abito da sera, che esce da Mondadori, a quanto pare rivelando un Mishima diverso, leggero e satirico. E c’è anche un nuovo libro di Aldous Huxley, I diavoli di Loudun (l’editore è Cavallo di ferro).
Brevissime segnalazioni per l’ennesimo nuovo Simenon pubblicato da Adelphi (Senza via d’uscita) e per Chan-chan e io, nuovo romanzo di Banana Yoshimoto (Feltrinelli). Il grande Stanislaw Lem torna in libreria, invece, con una parziale autobiografia (che copre gli anni prima della seconda guerra mondiale). Il titolo? (bravi, siete attenti, vedo!) È Il castello alto, e l’editore è Bollati Boringhieri.
Una paragrafo lo dedichiamo invece a un romanzo che farà discutere: quello di Deniz Goran, La figlia del diplomatico turco (Rizzoli). Farà discutere perché l’autore non si chiama Deniz Goran e non è un autore. Nel senso che è un’autrice, una donna, si chiama Selin Tamtekin ed è… indovinato: la figlia di un diplomatico turco. Che nella vita ne ha fatte de ogni e qui le racconta. Potrebbe essere interessante, ma anche - attenti! - una cagata mostruosa.
Degli italiani ricordiamo solo A pedate: 11 eroi e 11 leggendarie partite di calcio, di Marco Ballestracci. E lo ricordiamo perché l’editore è di qualità: Mattioli 1885. E anche perché il titolo è riuscito. E basta: io questo Ballestracci (che poi si chiama Ballestracci con due elle, e avevo sbagliato, e ho corretto, vedi i commenti) mica lo conosco, che vi credete?
I libri di viaggio sono invece in gran spolvero: a giugno esce il nuovo dell’eterno vespista Giorgio Bettinelli, La Cina in Vespa (Feltrinelli) e quello del motociclista Marco Deambrogio, Destinazione Afghanistan (Sperling). Ma non solo: della grande viaggiatrice Ella Maillart esce per Edt La vagabonda dei mari (dove si scopre che oltre a scassatissime auto, la Maillart ha usato barche per muoversi!). Esce infine Da Ernesto al Che, libro che fa un po’ il verso ai Diari della motocicletta: è scritto da Ernesto Ferrer, che accompagnò Che Guevara nel suo secondo, meno conosciuto, viaggio in Sudamerica. Lo pubblica Il Maestrale (altra ottima casa editrice!).
Bene. Se vi son rimaste due diottrie, dopo aver letto questa lunga carrellata, è proprio il caso che usciate di casa per procacciarvi (o prenotare) uno di questi bei libri, che ne dite? Magari potreste anche fare un salto qui, in via Massena 28 a Torino, peraltro.

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Beh! Grazie della segnalazione. In “A PEDATE” si parla di un bar in Via Cibrario dove andavano Ossola e Maroso…Io in Via Cibrario mica ci sono stato…Che vi credete? Io sono un povero veneto…A Torino ci son venuto per suonare a Beinasco…Ma prima di morire il pellegrinaggio a Superga lo faccio….cerea…marco ballestracci
beh, caro Marco, anche io non sono torinese in ogni caso! sono a Torino da due anni e mezzo, e a Superga ci son stato solo una volta (due, contando una gita delle elementari)
a presto, e scusa se ho tolto una elle al tuo cognome… ora rimedio!
beppe