Vieni avanti, Cristiano

La copertina del libroTogliere, sempre e comunque, la parola io la parola io. Mai parlare in prima persona. Lo insegnano alla prima lezione di qualsiasi scuola di giornalismo.

Purtroppo a Magdi Allam, che pure è vicedirettore del Corriere della Sera, questa regola non l’ha mai detta nessuno. Mica è colpa sua, intendiamoci: è che nel mondo arabo da dove viene - un mondo brutto e cattivo, giura lui - queste cose non le dicono mica. Non ci sono scuole di giornalismo, solo madrase affollate di fanatici.

Così - per colpa dell’Islam, sia chiaro - gli ultimi libri di Allam erano pieni di parole io. C’è “Vincere la paura. La mia vita contro il terrorismo islamico…”, “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?” e non manca certo: “Viva Israele. Dall’ideologia della morte alla civiltà della vita: la mia storia“.

Con quest’ultimo libro le cose son cambiate. Certo, il titolo è pur sempre: “Grazie Gesù. La mia conversione dall’Islam al cattolicesimo”. Ma è un peccato veniale. In realtà, in questa nuova fatica si vede benissimo una cosa: a Magdi Allam un “io”, una sola personalità, non basta più. Così, ecco spuntare una seconda identità: Magdi Cristiano Allam. Un recupero in grande stile del tema del doppio.

Mentre Magdi lotta indomito contro gli islamici cattivi, Cristiano viene battezzato dal Papa; quando il primo scrive editoriali di fuoco, il secondo entra nel giro di Cl. Magdi subisce minacce, Cristiano riceve cresima e prima comunione. Magdi vive sotto scorta, Cristiano è circondato da amici che gli vogliono bene.

Del resto, ogni paladino della giustizia ha almeno due personalità, e nella sua vita di autoproclamato supereroe, a Magdi Allam un Cristiano mancava davvero. Al resto del mondo un po’ meno.


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