Profumi di fine primavera
A volte i banchi dei distributori sembrano prati fioriti. Come in tutti i prati, intendiamoci, ci sono generose cagate di vacca. Ma basta star attenti a evitarle, e cogliere belle copertine colorate, sfogliare libri odorosi d’inchiostro, fare il gioco del m’ama-non m’ama con i libri di Ken Follett (ci si mette un po’).
Per esempio qui, tra i libri di Neri Pozza, c’è un buon odore. Viene da Le sparizioni, il secondo libro di Scott Heim tradotto in italiano. È appena uscito per la collana Bloom, che purtroppo non ha più - come all’inizio - la carta spessa e non rifilata. La carta di questo libro ha un che di chimico. Un odore di cloro. Ma sa anche di misteri familiari, di intrigo. Promette una trama ricca e una scrittura precisa, come quella del suo esordio, Mysterious Skin. A fianco c’è Farsa, di Màrius Serra. Copertina viola, con una specie di mago intento nel suo numero. Un librone di 430 pagine. Inevitabile, perché pare che l’autore abbia voluto metterci dentro di tutto, da polemiche letterarie a una satira sulla nostra paura della diversità. L’ambientazione iniziale è già una goduria: una serissima convention di maghi, in cui irrompe un gruppo di extracomunitari senza permesso di soggiorno.
Proseguendo oltre, troviamo l’angolo di Einaudi, che spicca con le sue copertine bianco avorio (o corallo?), come una spruzzata di neve. Qui si trova Metà di un sole giallo, nuovo libro di Chimamanda Ngozi Adichie. Che si presenta in versione Supercorallo, con copertina rigida, sovraccoperta, eccetra. Sono edizioni che non mi sono mai piaciute (copertina morbida tutta la vita!), ma il libro sa di buono. L’autrice è una giovane stella della letteratura nigeriana (classe ‘77), e ambienta questo libro in Biafra, alla vigilia della guerra civile nigeriana. Le pagine hanno il colore e l’odore della crema. Ma sono tante, e fitte. Per cominciare questo libro, bisogna averne voglia.
In un angoletto troviamo i piccoli editori. Un’oasi di copertine morbide, carta di qualità, editing impeccabile. Gli ultimi bastioni dell’arte di far libri. Eccone uno di Instar, per esempio: Le mie cose, di Marco Lazzarotto. Un piacere per il tatto. E anche per l’occhio, con una bella copertina e all’interno caratteri eleganti, ariosi. Per il contenuto, l’editore promette “una girandola di trovate”. Chissà. Certo l’ambientazione in “un mondo in cui le nonne morte sono caramellate per poter ancora essere baciate dai nipoti” fa ben sperare.
Restando ai piccoli editori, Second Hand di Michael Zodoorian è - come tutti i libri di Marcos Y Marcos - fatto a regola d’arte. Ma di questo libro c’è già una piccola recensione cui vi rimando. Un titolo bellissimo è Patagonia ciuf ciuf, di Raul Argemi, appena uscito per La Nuova Frontiera. È un romanzo che manda un profumo d’avventura, fin dalla copertina, che raffigura una locomotiva lanciata negli infiniti spazi della Patagonia. Locomotiva che due amici male in arnesedecidono d’assaltare. Uno dei due, del resto, sostiene d’essere un discendente di Butch Cassidy. Non so perché, ma temo che qualcosa andrà storto…
Per finire, diamo un’annusata a due novità di Adelphi. Paura della matematica, di Peter Cameron, ha un odore sospetto. Sono una manciata di racconti brevi, sei degli anni ‘80 e uno inedito. Un centinaio di pagine in tutto, ma Adelphi è riuscita a farne un libro, per di più diviso in due parti: una parte per il racconto inedito e l’altra per il resto. Il tutto a 15 (quindici!) euro. Ma vi devo anche confessare che ho letto un paio dei racconti, e c’è poco da fare, Cameron è proprio bravo anche nelle short stories. Senza via di scampo, di Georges Simenon, è un breve romanzo che sa di vino rancido, ricchezza triste, amori clandestini. Promette bene, insomma, anche se il prezzo, come al solito, non incoraggia affatto (18 euro).


articoli
anche a me non piacciono affatto le copertine cartonate,e spesso racchiudono testi che non valgono la carta sulla quale sono stampate…
però il primo romanzo della ngozi adichie mi è piaciuto assai(oltre a essere il primo che ho comprato in via massena ;)) e senz’altro anche q
questo ne vale la pena.mal che vado lo riciclo per picchiarci qualcuno!
grande agnese! sì, l’ibisco viola era molto bello… questo mi sembra più impegnativo, ma senz’altro lei è molto brava!
beppe