Premio Strega, ora basta!
Certo tutto cambia, prima o poi. Gli equilibri consolidati non valgono in eterno. E forse un po’ di novità ogni tanto fa anche bene. Aprire le finestre, far entrare un filo d’aria fresca. Però gli eccessi no, quelli non possiamo giustificarli. C’è molta differenza tra un filo d’aria e un tifone, e chi non conosce questa differenza rischia di diventare un sovversivo.
Il premio Strega di quest’anno ne è un perfetto esempio. Da sempre è il premio letterario più elegante. Ci si mette d’accordo mesi prima su chi vincerà. Al momento della premiazione sono tutti benvestiti. Nessuno s’abbandona a esultanze scomposte. Si mima un “evviva” e si beve un bicchiere (di Strega). Tutto previsto, bello, giusto.
Poi arriva quest’anno e un gruppetto di anarcoidi facinorosi si traveste da giuria e decide di stupire. Premiando un giovane autore, di una casa editrice semisconosciuta, per un libro di nicchia, ma così di nicchia che è difficile trovarlo. L’autore è Paolo Giordano, l’editore Mondadori, il libro La solitudine dei numeri primi. O qualcosa del genere.
Beh, ora basta! La letteratura italiana non ha bisogno di queste sciocche provocazioni. Vogliamo innovare? Benissimo, premiamo qualche giovane di talento, tipo Arbasino. O anche un anticonformista, alla Francesco Alberoni. Ma uno sconosciuto no!
Da buon libraio, ho cercato comunque di farmi un’idea di questo libro. Purtroppo non si trova da nessuna parte, eccetto gli Autogrill e le Carrefour. L’editore, minuscolo, tale Mondadori, non risponde al telefono. Ho telefonato allora ai giurati dello Strega e hanno ammesso di non averlo letto. Ho cercato chi ha scritto le poche recensioni comparse sulla stampa. Purtroppo erano tutti giurati dello Strega.
Quindi niente, non posso dare il mio giudizio. In quarta di copertina si legge: “Un romanzo d’esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza“.
Sarà. E senz’altro non mancheranno scene di “divertita lascivia”, di “pedante rattrappimento”, di “pudica spudoratezza”, o anche di “epica epicità”. Ma per meritare pienamente il premio Strega ci vorrebbe ben di più, mi permetto di dire.

articoli
beh cosa ti aspettavi da un astrofisico?(razzismo di una che non è mai andata oltre il 4,nelle materie scientifiche ;))
grazie per il consiglio,comunque.ora so cosa regalare al tipo con cui voglio troncare ogni rapporto.
grazie,grazie davvero
volevo segnalare che al carrefour di nichelino non c’è nessuno paolo giordano
L’avranno finito!
agnese, però anche la Hack è un’astrofisica (ed è un mio mito personale!)
filo, voi di nichelino siete sempre troppo avanti. probabilmente avrete già il vincitore dello strega del 2009. oppure ha ragione andrea, chissà!