Disassortite
Dicono che i commercianti sian gente poco onesta.
Possibile, eh!
Ma a me, da quando ho la libreria (che non è un negozio, d’accordo, ma appunto una libreria), è successo che mi han rubato una lunga serie di cose. Di quelle serie lunghe che a elencarle si tira tardi.
Una versione in sintesi è questa:
- Cellulari due.
- Portafogli due (entrambi pieni).
- Biciclette tre (complete di catene, una delle quali abandonata nello spazio lasciato vuoto della bici, a sfregio)
- Libri boh (meglio non sapere)
- Computer due (entrambi portatili, e infatti se li son portati)
- Videoproiettore uno
- Macchine fotografiche digitali una
- Videocamere una
- Soldi abbastanza
- Documenti qualcuno
- Calci in culo: ecco quelli non me li hanno rubati mai
- Altro: molto, ma lasciam perdere
La cosa più divertente, però, sono i tentativi smaccati. Le truffe alla Totò. La gente che entra, col fare sbruffone di chi vuol venderti la Fontana di Trevi, e a volte sullo slancio si dimentica che non sta esattamente a Torino.
Ne capitano di continuo. Un tale Carlo Risi c’aveva provato tempo fa. Diceva di essere un pugile. Poi che era rimasto chiuso fuori dalla palestra. E che aveva chiamato un fabbro. O che doveva andare a prendere le chiavi. In ogni caso voleva soldi. Lui era Carlo Risi, il pugile, “hai capito chi sono?”. Era un pugile, uno famoso, e quind bisognava dargli dieci euro, o anche cinque. Sì, anche tre, ok…
La cosa incredibile era che questo Carlo Risi ha continuato a “esercitare” con lo stesso nome, per mesi, e forse lo fa ancora. Qui c’è la storia che è successa a me, e quella che hanno testimoniato altri.
Ieri invece ne è succesa una nuova. Un tipo di mezz’età, che entra, guadagna una posizione centrale e da lì conciona:
“Mi presento, sono Matteo”.
Ah ecco, Matteo.
Il nome (regolarmente sprovvisto di cognome) non dà garanzia? Non importa! Ecco un bel plurale!
“Mi presento, siamo una società che vende merci disassortite“.
Disassortite. Ecco quindi il trucco. Un parolone. Che uno si chiede: “che cazzo vuol dire disassortite già?”, e intanto si distrae, e tu lo freghi.
Ma io ho già pronta la contromossa. Se senti puzza di fregatura, gorgoglia.
“Vendiamo merci disassortite”
“Gorg gorg gorg gorg”
“Cioè libri, vestiti, cucine, qualsiasi cosa. Bello, eh?”
“Gorg gorg gorg gorg”
“Disassortite”
“Gorg gorg gorg gorg”
“Poi paghiamo in percentuale”
“Gorg gorg gorg gorg”
“Ma noto che lei gorgoglia”
“No”
“Eppure mi sembra di averla sentita gorgogliare”
“Si sbaglia”
“Ne è certo?”
“Gorg gorg gorg gorg”
“Accidenti. Ma mi lasci riprovare. Merci disassortite!”
“Gorg gorg gorg gorg”
“Non gorgogli, la prego, mi faccia spiegare. Noi le prendiamo mille o anche duemila libri, Nuovi, usati, quel che vuole. Poi li vendiamo e le diamo una percentuale”
“Mille?”
“O duemila”
“E - scusi - me li pagate?”
“Sì, appena li vendiamo le diamo una percentuale”
“Gorg gorg gorg gorg”
“Sì, una bella percentuale. Siamo una ditta seria, sa? Abbiamo contratti da centinaia di migliaia di euro, noi!”
“Gorg gorg gorg gorg”
“Basta, ci rinuncio, lei non fa che gorgogliare. Sta perdendo una grande opportunità sa? Non sa a chi potrebbero interessare delle ottime merci disassortite?
“Guardi, le consiglio di disassortirsi dai coglioni”.
“Dice?”
“Mm-mm”
“Allora vado”
articoli
Gorg gorg gorg gorg: nel gergo della programmazione neuro linguistica si chiama interruzione di schema: bravo, è una bella trovata.
ero io su
Io sto gorgogliando dal ridere…Ma poooovero! Non credevo fosse un mestiere così rischioso
;-D (Quando ti fai vedere un po’? Eh?) :-****
penso che ti regalerò un randello… efficace fisicamente…
Fantastica avventura, la tua, oltre le truffe.
Vorrei inviatarti in questo gruppo, stiamo parlando del sogno di aprire una libreria, magari puoi esserci utile….
http://www.anobii.com/anobi/forum_thread.php?tid=26607#new_thread
ti aspetto!!!!
Anch’io ho avuto le mie tentate truffe da negoziante. Una volta un tipo, dopo avermi fatto incartare due regali da 140 euri (Natale del 2006), mi ha detto (sentite!!) che non aveva il portafogli in quanto l’aveva lasciato a casa sua, le cui chiavi non si era portato dietro poiché di solito le lascia a casa della nonna che è una signora coi capelli biondi e un cagnolino bianco che abita nel quartiere (quante signore pseudoanziane coi capelli biondi ci saranno in un quartiere? duecento, minimo), mi ha pure detto il cognome della sedicente nonna e poi ha aggiunto: se lei mi dà dieci o venti euro io posso prendere la corriera per … (un paese di fuori To, non ricordo) e raggiungere mia nonna che in questo momento si trova là, recuperare le chiavi del suo appartamento, andare a prendere quelle del mio, andare a casa, tornare e pagare i regali… eh? Ideona, vero?! Vi assicuro che non me lo invento.