Ripetizioni obbligatorie
C’era una volta Tre metri sopra il cielo. Libro su cui s’è detto tutto (ma soprattutto s’è detto troppo), che ha fatto di Federico Moccia - con quel nome un po’ così, con quella faccia un po’ così - uno scrittore celebrato da frotte di critici.
Questo magari vi sembra molto brutto. Eppure è il meno. Perché il peggio è altro: cioè i riverberi di quel libro, che sembrano lunghi, quasi infiniti. Altri libri, diari, siti web (il più bello è questo), telefilm, articoli di giornale. Tutta una serie di prodotti. Di quelli che - una volta prodotti - bisognerebbe tirar la corda.
Buon ultimo di questi prodotti è questo I liceali, che si presenta sotto forma di libro (”romanzo” addirittura, stando all’orgogliosa rivendicazione in copertina). Sempre in copertina ci informano che I liceali ha ispirato la fiction di Canale 5. La quale avrà ispirato trasmissioni televisive e almeno un diario, oltre a magliette, berrettini, siti Internet. Che presto ispireranno un altro libro, perché niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si ricicla.
Basta vedere il contenuto del “libro”, per capire quanto vaste siano queste operazioni di riciclo. Ne “I liceali” troviamo: ragazzi fighi che gareggiano in moto e fanno a botte, ragazzi nerd con corredo di brufoli chini sul computer, una ragazza ingenua che fa rapide esperienze, un ragazzo che s’innamora di lei, un po’ di sesso, un tradimento apparente ma che non è un tradimento e tutto infatti finisce bene.
Più che una trama, una coazione a ripetere le stesse storie, con gli stessi personaggi. Che non avranno gli stessi nomi stronzi che dà loro Moccia (Step, Babi, Gin…), ma è ben poca consolazione
articoli
il sito è traumatizzante.mi hai rovinato il fine settimana(già da mercoledì).ti odio
non sfottere i personaggi di tre volte sotto un treno,già sono sfigati essere come sono,ancora rinfacci loro nome e vicende…e ce ne sono ben TRE copie in biblioteca =(((((
non ho visto la fiction(per abitutudine),ma pensavo forse quella ad aver causato il romanzo…
ho anche scoperto tre volte sotto un treno CON BEN CENTO PAGINE IN PIÙ!!!!!!!!!!!!!e l’imperdibile diario della registrazione del film ho voglia di tè…
ma c’era un tempo in cui mondadori pubblicava testi intelligenti,vero?