La prima volta fa male

Me la ricordo bene la prima volta che ho sospettato che il mondo dei libri non fosse quell’universo fatato, pieno di passione per le storie, che sognavo da ragazzo. Anche se, a dirla tutta, quando è successo ero già grandino. Sopra i trenta, persino.
È stato due anni e mezzo fa. Avevo appena aperto la libreria.
Ero da un grossista di libri. Ora che sono molto più saggio ho un’opinione precisa su distributori & grossisti. Allora giravo incantato tra le scansie, per ore, carezzavo le copertine dei libri, annusavo la carta, sognavo di tuffarmi in bancali pieni di Adelphi come fa Paperone nel suo deposito. Mi sembravano posti stupendi dove incontravo, ogni tanto, qualche collega conosciuto, e chiacchieravo di libri. Un paio di volte era persino spuntato il proprierario e ci aveva offerto un caffè dal sapore di plastica. Ma che importava: ero lì, tra centinaia di migliaia di titoli, a parlare di quel romanzo, di quest’autore.
Poi appunto è successa quella cosa.
Sono andato alla cassa, col mio bravo carrellino pieno di libri. E lì un signore mi ha detto: “È arrivato il libro dei Guinness, quanti te ne metto?”
- “Il libro… dei Guinness?”, ho domandato io.
- “Sì”, ha fatto lui, indicando dietro di sé una torre di volumi, di grande formato, ciascuno con copertina argentata.
La torre ha emesso un lampo accecante, mentre lui chiedeva di nuovo: “Allora? Facciamo 5, 6?”
- “5,6? Ma di cosa?”, ho detto stupidamente, mezzo abbagliato.
- “I Guinness, il libro dei Guinness!”
- “Ma io non voglio il libro dei Guinness”
- “Ah, ho capito, t’è già arrivato
- “No, è che proprio non lo voglio”
- “Come non lo vuoi?”
- “Non lo voglio”
- “Ma se si vende da solo!”
- “Appunto. Non ha bisogno di me”
Allora il signore alla cassa ha fatto un’espressione che vedevo per la prima volta. Ma l’avrei vista spesso. Una faccia tanto chiara che ci si poteva leggere sopra, e interpretare con sicurezza così: “Tu sei un povero deficiente“.
L’avrei vista, quella faccia, molte volte: dopo aver rifiutato di tenere in libreria libri capolavoro di ogni tipo: scritti da una velina o da un calciatore o da un giornalista televisivo, o libri su Padre Pio, o sull’esoterismo dei Fenici, o su come smettere di fumare con l’ipnosi, o su come ipnotizzarsi con il fumo. Ma la prima volta fu per quel librone accecante che contiene tutti i primati del mondo.
E la prima volta, si sa, fa male.

ps
A proposito: è appena uscito Il libro dei Guinness edizione 2009. La copertina questa volta è dorata. Forse acceca meno. In ogni caso, per 28 euro vi dirà quanti centimetri misura l’uomo più basso del mondo.


argomenti: ,

commenti

  • Aspirante Presentata dice:

    Non sapevo che i librai facessero la spesa come fanno i negozianti alla Metro… in effetti, anche i librai sono negozianti… Dunque fanno la spesa col carrello… fico! Ma i non negozianti possono fare la spesa all’ingrosso col carrello come si fa al Carrefour, col carrello, oppure con la sportina di tela, oppure no? Io sono negoziante di altro, non di libri: posso andare anch’io all’ingrosso col carrello (della Metro)?

trackback

non ci sono trackback