Novità di ottobre e novembre
Segnatevi questa data: 4 ottobre 2008. È una bella data, a guardarla, spigolosa in quel numero, 4, e rotonda nel mese pieno di o, e nell’anno tutto curve. Il 4 ottobre 2008 esce C’è del marcio (Marcos Y Marcos), quarto romanzo di Jasper Fforde. Per chi non conosce ancora questo autore, diciamo solo che ha creato un mondo alternativo in cui i libri sono la cosa più importante. I criminali li rubano, o cercano di modificarne le trame. Squadre di agenti speciali li difendono. Un mondo in cui si può viaggiare nel tempo e entrare nei libri. Sono romanzi pieni di scatenata fantasia, libri che danno gioia a chi li legge. C’è del marcio, che sto leggendo da qualche giorno, è un librone di quasi 500 pagine. Non delude minimamente: è più orientato alla satira degli episodi precedenti. Thursday Next, la protagonista, che s’era rifugiata nel mondo dei libri, torna alla realtà. Non da sola: la segue nientemeno che Amleto, principe di Danimarca. Troverà una Gran Bretagna che sta scivolando in una triste dittatura. Il cancelliere Kaine minaccia di prendere tutto il potere, e d’instaurare un regime i cui peggori nemici sono i danesi e il Galles. Questo nuovo libro di Fforde dà più spazio alla satira pura, cui s’affianca una storia piena di avventure e invenzioni. Finora ne ho letto metà ma basta per dirvi: è bellissimo, compratelo.
Altro libro molto atteso che esce a ottobre è il nuovo di Carlos Ruiz Zafon, Il gioco dell’angelo (Mondadori). Uscito in Spagna ad aprile, il libro ha venduto 230 mila copie in un fine settimana. A luglio, giura l’editore, le copie vendute erano 1 milione e 200 mila. Che in Spagna sia un successo insomma è certo; più difficile è dire se sia un bel libro. Come nell’Ombra del vento, l’ambientazione è la Barcellona storica, dalla rivoluzione industriale in poi. Anche qui c’è uno scrittore, David Martín, che trova il successo solo con uno pseudonimo, scrivendo romanzi splatter. Il resto lo sapremo all’uscita, il 28 ottobre.
Sempre a ottobre, Feltrinelli prova a calare l’asso di Jonathan Coe. Ma il suo romanzo Questa notte mi ha aperto gli occhi è tutt’altro che nuovo: scritto nel 1990 (il titolo originale è The Dwarves of Death, gli gnomi della morte. Sarà un modo di dire britannico?), è già uscito in Italia per Polillo. La storia è quella di un ventenne problematico, tenero e abbastanza sfigato. Non l’ho letto, ma dai giudizi sembra sia abbastanza acerbo. Sempre Feltrinelli - per la cronaca - fa uscire il 2 ottobre il nuovo libro di Moccia, che ha strappato a Rizzoli, immagino a suon di milioni. La qualità dei titoli Feltrinelli sta prendendo, lasciatemelo dire, una gran brutta piega. Forse riscattata dall’uscita del nuovo romanzo di Nadeem Aslam, La veglia inutile. Aslam, di origini pakistane, vive in Gran Bretagna da una vita. Ha scritto Mappe per amanti smarriti, libro che ha di solito giudizi totalmente contrapposti: capolavoro o grande cagata. Sempre per Feltrinelli, poi, in ottobre esce Dottor Pasavento, di Enrique Vila-Matas. Da seguire con attenzione, perché Vila-Matas - spesso provocatorio e difficilmente classificabile - è comunque un grande. Almeno una spanna sopra Moccia, diciamo ;).

Einaudi, sempre a ottobre, pubblica i nuovi romanzi di due giganti: Il fantasma esce di scena di Philip Roth (il più grande scrittore vivente?) e Uomo nel buio, di Paul Auster. Il fantasma che esce di scena nel romanzo di Roth è Nathan Zuckerman, protagonista di tanti suoi libri. Qui torna a New York e, come suggeriscono titolo e copertina, forse se ne va per sempre. Forse, appunto. Quello di Auster, invece, è un libro di piccole dimensioni, ma denso di contenuti politici e privati.
Minimum Fax ripubblica la raccolta di racconti La ragazza dai capelli strani, del compianto David Foster Wallace. Non è certo il miglior libro di Wallace - avremmo preferito che Einaudi ripubblicasse, come promette da mesi, La scopa del sistema - ma è comunque una buona notizia. La casa editrice romana pubblica a ottobre anche un romanzo breve di Dave Eggers, Se non è vietato è obbligatorio. Ambientato negli Usa alla vigilia di una campagna elettorale, e pubblicato per la prima volta sul sito Salon.com, promette bene.
Un editore interessante come Cargo dà alle stampe uno dei capolavori di un grande della letteratura sudamericana: Alfredo Bryce Echenique. Il libro, La vita esagerata di Martín Romaña, è il terzo dello scrittore peruviano. Racconta di Martin, appunto, rampollo della nobiltà peruviana e aspirante scrittore, ed è ambientato tra il Sudamerica e Parigi, dove il ragazzo si trasferisce, da buon artista maledetto. Restando in Perù, segnalo anche il romanzo del grande poeta Cesar Vallejo, Tungsteno. Lo pubblica, a ottobre, Gorée.
Restiamo in tema di ottime case editrici, per vedere i “prossimamente” di Neri Pozza. A novembre esce Le nigeriane, romanzo della scrittrice nigeriana Chika Unigwe. Se state pensando Ecchissenefrega fate molto male, perché la letteratura nigeriana - anche quella “giovane” - è straordinaria. Questo libro è la storia di quattro ragazze, che dall’Africa emigrano in Belgio (dove vive la Unigwe). Finiscono prostitute, finché una di loro muore e questo dà una svolta nella vita delle altre. Con una trama che ricorda un po’ Questo è il mio corpo! di Sindiwe Magona, Le nigeriane esce per la collana Bloom, che raramente pubblica libri brutti.
Spostiamoci un momento in medio oriente, per dire del primo libro della giornalista Amira Hass, Bere il mare a Gaza. Vite sotto assedio. Lo pubblica Fusi orari, la casa editrice legata alla rivista Internazionale (per cui la Hass è editorialista). Il libro esce a novembre. Sempre in ambito mediorientale, e sempre a novembre, esce il nuovo libro di Rafik Schami (siriano, autore del Lato oscuro dell’amore). Il libro s’intitola La voce della notte e lo pubblica Garzanti. E ancora di Siria si parla nel romanzo di Robin Yassin-Kassab, un inglese di padre siriano, tradotto con il titolo Il traditore. È la storia di Sami, che fugge da un matrimonio in crisi a Londra per visitare la terra dei suoi avi, Damasco. Ambientato nell’estate del 2001 (pre 11 settembre), ha molto della storia già sentita. Ma le recensioni della stampa inglese sono ottime, perciò diamogli una possibilità, e vedremo se saprà stupire. Esce a ottobre, per Il Saggiatore, una casa editrice che pubblica poca narrativa, ma di qualità.
Diamo uno sguardo al cantiere di Guanda, che fedele alla sua storia recente propone, diciamo more of the same. Un nuovo romanzo di John Updike, Le streghe di Eastwick, è ambientato sul finire degli anni ‘60, nell’amato - da Updike e non solo da lui - New England. Non è nuovo - l’originale è del 1984, e ne è stato tratto anche un noto film - ma la cosa interessante è che Updike ha appena scritto il seguito (The widows of Eastwick, uscito da poco negli Usa). Un altro autore “forte” di Guanda, Alexander McCall Smith, esce invece con L’uso sapiente delle buone maniere, che altro non è se non l’ennesima avventura della detective filosofa Isabel Dalhousie.
Adelphi fa uscire un altro titolo della Némirovsky: Il calore del sangue. Un libretto molto denso, ambientato nella placida provincia francese. Una commedia? Ovviamente no: piuttosto un dramma familiare, anche se alleggerito dalla sua perfetta scrittura. Esce poi, a ottobre, Le meraviglie di St. Urbain Street di Mordecai Richler, il grande, grande autore della Versione di Barney. Qui Richler ci delizia con la storia del suo quartiere a Montreal. Qualcosa di squisitamente privato, ma come sa chi l’ha letto basta il suo modo di raccontare per rendere interessante pressoché tutto. Infine, Adelphi ha in uscita Alla conquista di Lhasa, di Peter Hopkirk. Hopkirk è l’autore del Grande gioco e di Diavoli stranieri sulla via della Seta (entrambi sull’Asia centrale) Nei suoi libri mischia la storia e la geografia, e la cosa gli viene benissimo. Qui parla, ovviamente, del Tibet, oggetto di mille “attenzioni” tra l’Otto e il Novecento.
Tra gli autori italiani, accenniamo ai nuovi romanzi di due giovani autori di cui non si parla poi moltissimo (e ciò è male, perché son bravi!). Cristiano Cavina esce con I frutti dimenticati, per Marcos Y Marcos. Come gli altri romanzi di Cavina, nasce da ricordi autobiografici, reinventati e riscritti con ironia e inventiva. L’altro autore è Fabio Geda, che ha già scritto l’ottimo Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani e ora, non contento, torna con Avrò cura di te (Instar libri). Entrambi escono a ottobre. Segnalazione, infine, per l’Autobiografia di Rita Levi Montalcini. Esce per Baldini e Castoldi (e Dalai) e non ho idea di come possa essere. Ma merita una menzione per due motivi: intanto, la Montalcini è una grande del nostro tempo. Secondo: è lunga solo 256 pagine. E sintetizzare in così poco spazio una vita lunga e ricca come quella dell’autrice, è di per sé un indizio di bravura.
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