Ho preso in mano quella foto
Una chitarra elettrica, una cabarettista che per una sera fa l’attrice, un libro da presentare, un’editrice che disegna borse, un bel pubblico interessato, e alla fine un po’ di vino che non fa mai male.
Ecco gli ingredienti per un bel sabato pomeriggio.
Una chitarra elettrica, una cabarettista che per una sera fa l’attrice, un libro da presentare, un’editrice che disegna borse, un bel pubblico interessato, e alla fine un po’ di vino che non fa mai male.
Ecco qui gli ingredienti per un bel sabato pomeriggio. Il 4 aprile 2009 la presentazione di “Ho preso in mano quella fotografia…” è stata molto bella. Chi non ha potuto esserci, può sfruttare comunque le potenti tecnologie di questo sito per rivedersi il video tremolante della presentazione.
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8 commenti »
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Grazie Beppe, ho rivisto il video ma l’emozione è rimasta lì, in quella piccola libreria.
C’era tanta gente sconosciuta accanto a me eppure l’atmosfera prometteva empatia, complici anche i libri intorno a noi.
E non dimentichiamoci della porta cigolante che ha servito a ‘la Desy’ un esordio da manuale per il suo pezzo.
Alla prossima.
Monica
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beppe Risposta:
aprile 15th, 2009 alle 20:52
grazie a te Monica!
(la porta cigolante è un raffinato artificio teatrale, è da una vita che lo sostengo)
alla prossima
beppe
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Non l’ho detto perché altrimenti sarebbe sembrato di essere a Carramba e invece è stato assolutamente casuale, ma la ragazza che, con tempismo straordinario è entrata proprio in quel momento ed è poi andata a sedersi davanti, vicino a Desy, era la sua amica, ehm… sì, Lei, la Bastarda!
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da autore di un racconto invidio i presenti… bella serata!
e grande desy per l’interpretazione.
Colt
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Grazie a tutti, grazie alla porta cigolante anche se, giuro, la prossima volta, con tutta la femminilità che mi contraddistingue, la divelgo a mani nude. Sono cigolofobica!!! E’ più forte di me! Mi si accappona persino il DNA! La Bastarda, per una volta, non è entrata a sproposito, ce la fossimo preparata per mesi un’entrata così non ci sarebbe riuscita. Comunque se penso a tutti i suoi ingressi a sproposito, come quando, dopo uno spettacolo, stavo parlando con un autore di zelig e lei è arrivata, mi ha assestato una sculacciata e ha proclamato: “che cazzo stiamo a fare ancora qui? Andiamo da qualche parte a darla via!” Grazie a Colt per il complimento, in effetti il suo racconto è stato uno dei più divertenti da interpretare perché il tema del fuoco dava la possibilità di essere sadicamente morbosi. Nelle prossime performance in quel racconto ne accadranno delle belle….stavolta ho scherzato, ma appena avrò i pezzi, non dico tutti a memoria ma quasi…vedremo, vedremo.
Ah, già che ci sono metto anche a posto la dizione un po’ decomposta dopo anni di cabaret.
ciao
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Beppe, Lars von Trier sarebbe orgoglioso di te.
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beppe Risposta:
aprile 15th, 2009 alle 20:56
Lars von Parkinson, vorrai dire!
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Bianca Risposta:
aprile 16th, 2009 alle 11:16
suo cugino!
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