Uomini-spam
Come allontanare i venditori troppo insistenti? In mancanza di antivirus specifici, l’unica arma che funzioni pare essere il nonsense.
Un mercato che non conosce crisi, in questo tempo di crisi, è quello degli uomini-spam. E questo è un male, perché un filtro per la posta indesiderata esiste, ma le persone indesiderate non c’è modo di filtrarle, se hai un locale pubblico e nessun lottatore di taekwondo all’ingresso. Gli uomini-spam, bardati in giacca nera anche ad agosto, di solito non si muovono soli. S’accompagnano a donne-spam, che indossano tacchi e tailleur in ogni occasione, anche in caso di alluvioni, guerre chimiche, piogge di meteoriti.
L’uomo-spam ha altre caratteristiche: per esempio gira sempre con una valigetta e sorride anche se lo prendi a schiaffi. Quando entra in un luogo pubblico, l’uomo-spam chiede scusa. E uno può pensare: che tenero, che timido. Ma non è tenerezza, tanto meno timidezza: l’uomo-spam chiede scusa perché sa che vi si attaccherà ai maroni per i prossimi dieci minuti. Cercherà di vendervi pubblicità, aspirapolveri, siti internet, lampadine, penne a sfera, prodotti finanziari, villette, nani da giardino.
Voi forse non comprerete nulla, ma vivrete lunghi minuti d’inferno: perché ci son pochi rimedi contro gli uomini-spam.
Per esempio non esistono antivirus specifici per gli uomini-spam. Un firewall è inutile. Una manutenzione regolare del locale pubblico non serve. Le ronde padane soccombono, di fronte agli uomini-spam. I repellenti chimici non repellono nessun uomo-spam. L’unica maniera per allontanare la minaccia, secondo la mia personale esperienza, è il nonsense.
Questo esemplare particolarmente virulento che mi sta di fronte, per esempio, così sorridente che gli si sta formando una crepa all’altezza del labbro inferiore destro, equipaggiato con un valigione di cuoio nero, accompagnato da una donna-spam con in mano una cartelletta da Mike Bongiorno. Li manda, apprendo, la stimata ditta Pagine Gialle.
“Stiamo aggiornando gli elenchi”, annuncia l’uomo-spam.
“Bene. Bravi.”
“E la sua attività potrebbe avere molta più visibilità, con i nuovi elenchi aggiornati”.
“Ottimo. Speriamo.”
“Pensi, chi cerca una libreria la troverebbe.”
A questo punto interrompo l’uomo-spam. Perché so come andrà a finire. Dopo dieci minuti passati a disegnare scenari paradisiaci, grazie ai nuovi elenchi, mi chiederanno un piccolo contributo di migliaia di euro. È già successo e succederà – temo – ancora.
Allora dico: “Guardate, non faccio pubblicità.”
L’uomo-spam se l’aspettava e ribatte: “Ma guardi, con un piccolo esborso…”
“Mi spiace, non posso fare pubblicità.”
“Un piccolo, piccolo esborso, pagabile poi un po’ per volta…”
“No no, guardate, è un fatto religioso.”
“Come?”, si stupisce l’uomo-spam. Questo non se l’aspettava.
“Sì, ho fatto un voto di fronte alla vergine di Guadalupe, in Messico.”
“Ma…”
“Ho acceso un cero, capite?”
“Come…”
Sta funzionando. I due spam umani sono confusi. Fanno per uscire.
Ma quasi sulla soglia lei si gira e riparte all’attacco: “Ha un sito Internet?”
“Sì.”
“Bene! Perché ora facciamo anche servizi di ottimizzazione per i motori di ricerca. Le spiego…”
“Nono, guardi, non posso assolutamente ottimizzare. L’ho promesso al vescovo sul letto di morte.”
Credo che l’occhio mi balli impazzito, in questo momento. Loro si guardano, sono due spammer storditi e un po’ spaventati, lei per un attimo fissa la cartelletta in cerca di un’idea, lui fruga nella borsa, poi sollevano le spalle e escono scuotendo il capo.
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un rimedio è utilizzare le email temporanee nelle registrazioni, come detto anche qui: http://in2mag.com/index.php/2009/05/lantidoto-contro-lo-spam/
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