Zadoorian, In viaggio contromano
Il secondo romanzo dell’americano Michael Zadoorian è la tenerissima storia di due ottantenni che partono per un lungo viaggio. Forse l’ultimo. Come sempre insieme.
A volte capita di innamorarsi di un libro come ci s’innamora di una persona. E io mi sono innamorato di questo In viaggio contromano, praticamente dalla prima pagina. Anzi, da quella ancora prima: la copertina, che mostra stilizzato un Leisure Seeker, il camper per eccellenza negli anni ‘70, sinonimo di libertà.
E di libertà hanno bisogno Ella e John, ottantenni non proprio arzilli – lei molto malata, lui affetto da demenza senile – dopo che per anni sono stati vittime di medici e figli iper-apprensivi. Così i due disseppelliscono il loro mitico camper e partono, per un viaggione coast to coast, da Detroit a Disneyland. Alla guida John, ancor integro nel fisico, a far da pilota Ella, che ha la mente lucida, spesso affilata. Due che presi da soli non valgono molto, forse, ma che insieme formano una persona intera.
Raccontato dal punto di vista di lei, In viaggio contromano è un romanzo molto divertente e che suscita un’enorme tenerezza. Procede su due piani, la cronaca del viaggio inframmezzata ai ricordi (quelli di Ella: John raramente ricorda davvero qualcosa). Nel suo piccolo, è anche il racconto di un paese, gli Stati Uniti, della sua strada più mitica (la route 66) e di come questo paese è cambiato. Ma soprattutto, è la storia di un lungo amore e un commovente inno alla vita.
Dopo Second Hand, Michael Zadoorian ha scritto un altro bel romanzo, non scontato e godibilissimo. L’ha appena pubblica to Marcos Y Marcos, si trova in tutte le librerie (se non si trova picchiate il libraio) e sono 282 pagine morbide e gustose, al prezzo di 16,5 euro.
È bello così, è bello tacere. Parlare rovinerebbe tutto. Per un attimo, potrei piangere dalla felicità. È per momenti come questo che amo tanto viaggiare, la ragione per cui ho sfidato tutti. Noi due insieme, come siamo sempre stati, senza parlare, senza fare niente di speciale, semplicemente in vacanza. Lo so che niente dura, ma anche quando ti rendi conto che qualcosa sta per finire, puoi sempre voltarti indietro e prenderne ancora un po’ senza che nessuno se ne accorga.
2 commenti »
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Condivido pienamente la recensione.
Ho letto Second Hand e sto finendo di leggere In viaggio contromano.
Due autentiche perle.
E comunque “i Marcos y Marcos” non deludono mai.
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