Infopoint massena28
Ogni anno, da maggio in poi, la porta della libreria resta aperta, per far entrare aria, rumori e odori. Ma anche la gente più strana, prodiga di domande.
Purché non riguardino i libri.
Ogni anno, più o meno a maggio, succede. Comincio a tenere aperta la porta cigolante della libreria e mi sembra di avere un rapporto diretto, osmotico, con la città. Da fuori entrano chiacchiericci, litigi, risate, trilli di telefoni, strilli di neonati. E ogni tanto si sente anche il fruscio lieve del vento, che trasporta pezzetti di spazzatura da una parte all’altra della città.
Ovviamente queste gioie dei sensi non sono senza un prezzo. Se ti apri alla città, il problema è che la città se ne accorge. Tutta la città. Così ogni anno, più o meno a maggio, succede che entri gente con le più varie richieste. Nessuna delle quali, s’intende, ha minimamente a che fare coi libri.
La domanda più gettonata riguarda i parcheggi. Dove si comprano i tagliandi, quanto costano, quanto durano. O anche domande più complesse: domani che è festa, ma non è domenica, si devono usare? E i vigili, a che ora passano di solito i vigili?
Poi ci sono le informazioni su luoghi inesistenti. “Senta – scandisce un signore sulla sessantina, gli occhi languidi – qui intorno una volta c’era un sindacato. Sa dirmi dov’è finito?”. Ma la gente non perde solo sindacati: chiedono l’indirizzo di radio, alberghi, parenti, altre librerie (casi rari, in verità, nei quali fornisco accurate indicazioni per Le Vallette).
E ancora: gente che chiede: “È sua quella macchina nera parcheggiata sei centimetri fuori dalle strisce? Perché ci ho appena rigato la fiancata”; curiosi che domandano: “Ma qui di fianco cosa apre?” (c’è un negozio sfitto da secoli, ogni tanto qualcuno fa misteriosissimi lavori); passanti che vogliono discutere i risultati delle elezioni.
Stamattina, però, l’Infopoint che gestisco ha toccato un notevole vertice di nonsense, quando un ragazzo s’è affacciato, mi ha osservato con attenzione e – dopo avermi giudicato sufficientemente affidabile – ha scandito: “Un’informazione, per favore. Oggi secondo lei è mercoledì o giovedì?”. Era mercoledì, secondo me, e l’enorme calendario alle mie spalle ha confermato.
Poi dicono che a fare il libraio non si hanno soddisfazioni.
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Quella che chiede cosa aprono di fianco sono io, aspetto da anni una gelateria o una pizza al taglio ma nun ja fanno… apri tu un take away!?
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