Il centralino
Quando questo esemplare di maschio italico accaldato entra in libreria, so già che tutto vuole, tranne che comprare un libro. Un’altra ottima avventura del centro informazioni massena28.
Quando questo signore sopvrappeso, sui cinquanta, mezzo calvo, camiciola blu incollata alla schiena, perle di sudore sulla fronte, le labbra semichiuse in una smorfia stupita; quando questo esemplare di maschio italico accaldato entra in libreria, so già che non vuole comprare un libro. Che i libri neanche gli interessano.
Quello che non so è cosa mai voglia. L’ho visto altre volte in giro, quindi dubito che voglia vendermi qualcosa. Certo posso anche sbagliarmi, dopo che ieri una mia cliente è venuta a ritirare due libri ordinati, ha pagato, poi con meraviglioso aplomb ha scandito: “E ora le faccio un regalo” e m’ha squadernato davanti il modulo per richiedere una carta di credito. Con un sorriso a trentadue denti, due soli sani.
Però quest’uomo non mi pare un venditore. Mentre traccheggia e cerca le parole penso che abbia un problema. Un dilemma, un dubbio esistenziale. E infatti dopo aver rovistato qualche secondo nel suo personale dizionario domanda: “Scusi eh, lei sa qual è il numero del centralino?” Il tono è perentorio, come se sottintendesse: lei che ha letto tanti libri, almeno lei lo deve sapere.
“In che senso, il centralino?”, chiedo io.
“Il centralino”, ribadisce lui.
“Sì ma quale centralino?”
“Quello delle informazioni“.
“Ma quale?”, ribadisco io.
“Quello delle informazioni”, ribadisce lui.
Entrambi capiamo che non si andrà molto lontano, finché da qualche angolo del cervello mi esce la seguente affermazione: “Ho capito, lei cerca il centralino del mondo”
“Eh. Quello”
“Provi a fare il 666. Se non funziona, aggiunga due zeri davanti. Vedrà che qualcuno risponde”.
Lui mi guarda un po’ sospettoso. Poi incassa il testone tra le spalle e se ne va mormorando un grazie.
Un’altra splendida missione compiuta per il centro informazioni di via Massena.
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