Libero, il quotidiano indipendente (dalla notizia)
Giornalismo fantastico: Francesco Borgonovo di Libero si lancia in un attacco a tutto campo contro le lobby editoriali che controllano il Premio Strega.
Peccato che, preso da tanta foga, abbia leggermente sbagliato il vincitore del premio.
Ci sono queste teribili lobby dell’editoria, vedete, che ogni anno decidono chi vince i principali premi letterari italiani. Lo decidono loro, badate bene, nel chiuso di stanze fumose e ridanciane. Queste potenti lobby dell’editoria che agiscono dietro le quinte, prescindono dal valore letterario, ignorano il gusto del pubblico e assegnano premi. Queste lobby che rimarrebbero invisibili a ordire i loro giochetti, se non ci fossero giornalisti coraggiosi a denunciarle. Che diamine.
Come il magico Francesco Borgonovo, che per Libero, il quotidiano di Vittorio Feltri, scrive di Cultura. Una vitaccia, pora stella. Occuparsi di cultura a Libero è un po’ come fare il gornalista scientifico per l’Osservatore romano: devi andarci piano. Per fortuna poi capitano grandi appuntamenti di cronaca, come la premiazione dello Strega, e allora la cultura diventa essenziale anche per Libero. Che a Borgonovo ha chiesto un articolone di una pagina (edit: i capoccioni di Libero hanno tolto l’articolo dal sito, a quanto pare. Per fortuna ho salvato l’immagine: se cliccate sulla miniatura in alto a sinistra potete leggere un pezzo dell’articolo).
E Borgonovo, il grande Borgonovo non ha certo tradito: con piglio polemico ha raccontato per filo e per segno gli squallidi retroscena che portano all’assegnazione del premio. Paragrafi duri e precisi che sezionano il ventre molle delle lobby editoriali italiane. Uno spettacolo, ’sto Borgonovo. Al punto che passa quasi inosservata una piccola imprecisione: lo Strega 2009 mica l’ha vinto Scurati. L’ha vinto Scarpa. Con un libro pubblicato da Einaudi, cioè Mondadori. Cioè Berlusconi.
Sarà bello leggere domani quel che l’ottimo Francesco scriverà.
6 commenti »
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Salve. Sono Francesco Borgonovo di Libero. Forse, prima di sbertucciare il lavoro del sottoscritto, dovrebbe leggere il mio giornale. Non è mai uscito alcun articolo in cui si diceva che il vincitore era Scurati. Sul web è stato pubblicato un pezzo incompleto scritto mentre la votazione era ancora in corso. E per un errore tecnico dei gestori del sito, sono stati pubblicati non solo il pezzo corretto (finito in pagina) ma anche quelli incompleti.
cordialmente.
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beppe Risposta:
luglio 14th, 2009 alle 14:37
buongiorno,
grazie per la precisazione, ma non cambia la sostanza. Quel che criticavo non è l’aver dato una notizia sbagliata – capita, per verdetti così esigui e tardivi – ma per tutta la sparata polemica che ha voluto inserire nell’articolo (a meno che non sia parte dell’errore tecnico).
La dietrologia è un vizio storico del giornalismo italiano. Si dà conto di un risultato in fretta e furia, e poi ci si dilunga sui complotti, le macchinazioni, i retroscena. Però almeno di solito si azzecca il risultato.
Con altrettanta cordialità,
beppe marchetti
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Ripreciso. La notizia non è sbagliata, semplicemente quello che è uscito sul sito non è mai stato pubblicato sul giornale (e non doveva esserlo nemmeno online). E le macchinazioni non cambiano: non importa se ha vinto Scarpa o Scurati, il pezzo è lo stesso. Sul web si ride dell’errore tecnico di Libero. Credo che facciano più ridere autocandidature, interviste sui grandi quotidiani e tutto quello che è successo prima dello Strega. Che vinca Scurati o Scarpa, il risultato non cambia. E di lobby non ho parlato io, ma lo stesso Scurati e i suoi sostenitori (di Rcs!) in varie interviste. Scrivete qualcosa su di loro. Non credo che si prenderanno la briga di rispondervi.
grazie.
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beppe Risposta:
luglio 14th, 2009 alle 16:03
Sul fatto che la notizia non sia sbagliata non sono ovviamente d’accordo: sarà stato un errore tecnico, ma è uscita una notizia sbagliata. Sempre che lei non consideri internet come un mezzo di comunicazione poco importante, su cui tutto sommato si può scrivere un po’ di tutto. Ma come le ripeto non è questo secondo me che importa.
Penso anch’io che nei premi letterari esistano lobby, macchinazioni, retroscena e così via, ma se un giornalista vuole raccontarceli deve farlo bene e con coraggio. Quello pubblicato per errore dal sito, ma scritto da lei, era un pezzo che portava avanti una tesi precisa: “Le lobby dello Strega hanno fatto vincere Scurati”.
Invece ha vinto Scarpa. Che come ricordavo è della scuderia Mondadori. Beh, sbaglierò ma mi sembra che nel suo articolo (credo quello pubblicato in edicola) tutte le macchinazioni siano sparite. Possibile che se vince Scurati sia merito delle lobby, e se invece vince Scarpa è merito suo (o di Mondadori, che “vince anche quando non partecipa”)?
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No, nel pezzo in edicola le macchinazioni restano. E il titolo su Scurati – uscito per errore – era comunque ironico: proprio lui che aveva basato la sua autocandidatura sull’opposizione alle lobby, è stato sostenuto da Rcs e da Bompiani a spada tratta. Non ha vinto per un voto: la sostanza non cambia. Se avesse letto, prima di giudicare, il pezzo su Scarpa, avrebbe visto che la denuncia delle lobby compariva anche lì. Me lo ha confermato lo stesso Scarpa il giorno dopo. Tant’è che si diceva pure: ormai possiamo chiamarlo Premio Strega Mondadori.
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beppe Risposta:
luglio 17th, 2009 alle 17:00
vabbè, francesco: tu hai detto la tua e io la mia… chiudiamola qui che la discussione sta diventando parecchio noiosa
beppe
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