I libri che portano a Natale
La via che porta a Natale è lastricata da verdi speranze. Gli editori cercano il best-seller, i lettori libri di qualità.
Da Niccolò Ammaniti a Isabel Allende, un breve viaggio tra romanzi freschi di stampa e gustose novità in imminente uscita.
La via che porta a Natale è lastricata da verdi speranze. Quelle degli editori, che sperano di cambiare le sorti di un anno brutto come non se ne vedevano da un po’. Quello dei lettori, che non perdono occasione per far scorpacciate di novità. E anche quelle dei librai, queste ieratiche creature sempre in bilico tra i massimi sistemi e le bollette da pagare. Se siano ben riposte, queste speranze, è un po’ presto per dirlo, ma certo qualche bel titolo da qui a dicembre ci sarà senz’altro. Vediamo quali aspettare con particolare interesse.
ITALIANI ALLA RISCOSSA (?)

La copertina di Altai di Wu Ming, in uscita il 16 novembre.
Sono appena usciti i novi libri di Benni (così così), Ammaniti (bello), Tabucchi, Camilleri e Oggero (non li ho letti), ma la vera indigestione di novità è programmata per Natale e limitrofi. A partire da Erri De Luca, che l’11 novembre esce con un romanzino, assai breve ma con un peso specifico prevedibilmente alto: Il peso della farfalla (Feltrinelli). La storia promette bene: dalla sfida tra uomo – il cacciatore – e natura – il vecchio re dei camosci – si possono trarre morali profonde. Certo con la sua esiguità (una settantina di pagine), questo è più un racconto che un romanzo, ma ormai sappiamo bene che De Luca è così: un concentrato di scrittore.
Doveva intitolarsi Tahammül, ma qualche uomo-marketing di Einaudi deve aver deciso che quella parola lunga e impronunciabile avrebbe affossato le vendite. Così il nuovo libro del collettivo Wu Ming sarà Altai e uscirà il 16 novembre, appunto per Einaudi. Altai comincia quindici anni dopo al fine di Q, prende le mosse da un’ambientazione veneziana per spostarsi rapidamente a Costantinopoli. Dal sito degli autori è possibile leggere alcune pagine e anche ascoltare la lettura di una versione (non definitiva) dei primi due capitoli. La qualità dell’audio non è impeccabile ma ingolosisce lo stesso.
“Sul tappeto verde della letteratura, Alessandro Piperno ha giocato la sua vita. E ha sbancato”. Lo scriveva, con i consueti toni misurati, il critico del Corriere Antonio D’Orrico a proposito di Con le peggiori intenzioni, l’esordio di Piperno. Chissà a che vertiginosa metafora ricorrerà il buon D’Orrico quando – a fine novembre – uscirà l’opera seconda di Piperno, Gli inseparabili. Che come il primo è una vicenda familiare, imperniata sul rapporto tra due fratelli: Samuel e Filippo, coprotagonista contumace, visto che proprio la sua improvvisa sparizione innesca il meccanismo narrativo. Con le peggiori intenzioni era un libro su cui gravavano troppe pretese, non assecondate dal valore dell’autore. Bisognerà aspettare fine novembre per sapere se Piperno avrà abbassato l’asticella, o come alternativa imparato a saltar meglio.
Appena uscito è invece La nostra guerra, di Enrico Brizzi, romanzone che costituisce l’ideale seguito dell’Inattesa piega degli eventi. Siamo nel 1942 e, direbbe Guzzanti, l’Italia è facista. Ma è un 1942 alternativo, in cui Mussolini, anziché seguire il delirante progetto hitleriano, si schiera con gli Alleati. Questo bel romanzo di Brizzi trova posto, in molte librerie, accanto all’altrettanto nuovo Emmaus, di Alessandro Baricco. Su cui per ora esprimo solo un primo giudizio: è diverso da quello che Baricco ha scritto, sia nello stile che quanto alla storia.
Esce invece a dicembre, giusto in tempo per Natale, il nuovo romanzo di Mariolina Venezia, che con Mille anni che sto qui ha vinto il Campiello nel 2007. Dovrebbe intitolarsi Il paese del silenzio. Come il primo, anche questo è ambientato in Basilicata, precisamente a Matera. Ma a differenza di Mille anni che sto qui non si tratta di una saga familiare, ma – almeno formalmente – di un giallo. C’è un omicidio, un sostituto procuratore (donna) che indaga, ma la sostanza del libro dovrebbe essere nell’analisi sociale di una cittadina del sud italia e di chi ci vive.
STRANGERS IN THE LIGHT

Un libro popolato di personaggi magnifici, che vorresti come tuoi vicini di casa, parenti, amici.
Come spesso accade, però, le vere meraviglie ci aspettano oltreconfine. Dal Canada arriva, per esempio, Miriam Toews, scrittrice non molto nota in Italia (anche se vanta un libro nel prestigioso catalogo Adelphi: Un complicato atto d’amore). Il 12 novembre esce, per Marcos Y Marcos, In fuga con la zia. Date un’occhiata alla copertina, qui a destra. Non tutte le ultime di Marcos sono ben riuscite, a mio avviso. Ma questa è perfetta: segnali stradali e umori. Questo romanzo è una montagna russa di sensazioni. Gioia, sofferenza psichica, saggezza, divertimento, gusto del viaggio: la Toews ha trovato qui un tono che permette di godere pienamente di ogni singolo elemento. I tre protagonisti, Hattie la zia meno che trentenne e i due ragazzi (quindici anni lui, undici lei), in poche pagine ti diventano amici. Min, la sorella malata, non è una figura da compatire, ma una bomba eversiva di ragazza, che nei ricordi di Hattie diventa sempre più tosta. Tutti, tutti i personaggi di questo libro – compresi gli incontri occasionali, che sono molti in quello che è anche il racconto di un viaggio – hanno una luce speciale. La piccola Thebes, artigiana del buonumore, su tutti. Leggetelo e mi darete ragione: la Toews non scrive in bianco e nero, ma con un arcobaleno di colori che sa gestire alla perfezione. Qui trovate una recensione più completa.
Dopo Inés Suàrez, militare spagnola e unica donna (o quasi) tra i conquistatori del Nuovo Mondo, Isabel Allende racconta la storia di Zarité Sedella, una schiava mulatta dominicana del XVIII secolo. Venduta a nove anni a un proprietario terriero francese, Zarité è una figura emblematica, più che storica, di una generazione di schiavi che cercarono di liberarsi del loro padrone. Il minimo che si può dire della trama è che non brilla per originalità. Ma il libro, uscito a fine agosto nei paesi di lingua spagnola, sembra stia piacendo. Da noi esce il 2 dicembre.

Il secondo romanzo di Audrey Niffenegger, appena uscito
Molti lettori tra i trenta e i quarant’anni hanno cominciato ad amare i mondi di carta raccontati nei libri grazie a un romanzo uscito quattordici anni fa. Si chiamava Alta fedeltà. L’aveva scritto un ragazzone inglese di nome Nick Hornby, di cui non si sapeva molto, se non che tifava per l’Arsenal (tema del suo precedente Febbre a 90). Alta fedeltà aveva un modo di raccontare, una naturale freschezza che sorprendeva. Con gli anni Hornby l’ha persa per strada, fino a scrivere romanzi come l’ultimo, Tutto per una ragazza, in cui c’è mestiere e qualche buona idea, ma non compare quasi traccia della sua capacità di raccontare con il sorriso sulle labbra. A inizio novembre è uscita la traduzione italiana di Juliet, naked, che Guanda ha astutamente tradotto Tutta un’altra musica. Sarò onesto: non l’ho ancora preso in mano. Avevo letto, tempo fa, una recensione sul Times. Lo definiva: “Un cugino meno eccitante di Alta fedeltà” per poi concludere: “Non è che leggere Tutta un’altra musica sia proprio una perdita di tempo, ma preferirei mettermi a costruire castelli di sabbia, piuttosto”. Ecco, io spero tanto che il Times si sbagli. Che a scrivere l’articolo sia stato un recensore invidioso, un nemico giurato di Hornby. Ma qualcosa mi dice che non è proprio così…
Due libri appena usciti da segnarsi nella lista di acquisti per Natale invece sono Un’inquietante simmetria di Audrey Niffenegger (Mondadori) e Strane creature di Tracy Chevalier (Neri Pozza). La Niffenegger è (anzi, era) autrice di un solo romanzo, ma molto bello: La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo. Una storia d’amore singolarissima, tra due persone che vivono su piani temporali spesso diversi e abitano mondi differenti. Un’inquietante simmetria, il nuovo romanzo, è invece la storia di due gemelle che ereditano una casa da una misteriosa zia. Unica condizione: ci devono abitare per almeno un anno. La trama di per sé non entusiasma, ma vista la prima prova il libro va letto con grande attenzione. La Chevalier invece è autrice molto prolifica (L’innocenza, La ragazza con l’orecchino di perla).
Strane creature, ambientato agli inizi del XIX secolo, in un piccolo villaggio del Sussex. Parla di amicizia e di evoluzionismo. Elizabeth e Mary, due ragazze piuttosto originali, visti i tempi e il luogo, che coltivano un singolare interesse per i fossili. Siamo nel 1811, Darwin è un bimbetto appena svezzato, ma le due già intuiscono che c’è qualcosa di importante nelle ossa che trovano in giro. Che contengono in qualche modo la nostra storia. Il romanzo è basato su una figura storica, quella di Mary Anning, che appunto nel Sussex trovò il primo cranio di ittosauro, dando il là alle ricerche scientifiche che portarono fino all’Origine della specie di Darwin.
PROSSIMAMENTE
Per finire qualche rapida segnalazione di titoli di prossima uscita. Di Kim Edwards, autrice di Figlia del silenzio (che personalmente ho trovato molto melenso, ma a tanti è piaciuto), Garzanti pubblica La madre perfetta (fine novembre). Attenzione: non è un libro nuovo e non è un romanzo. Si tratta invece della raccolta di racconti con cui la Edwards esordì, nel 1997. Sempre Garzanti ripubblica, a breve, l’edizione tascabile della Gang del pensiero di Tibor Fischer (dovrebbe uscire a inizio dicembre: era ora). Del giallista islandese Arnaldur Indridason Guanda pubblica Un grande gelo (indagini sulla morte di un ragazzino di dieci anni; esce per Natale).
Infine, nella collana delle Letture, Einaudi pubblica il primo romanzo di Norman Mailer, il grande scrittore statunitense morto da un paio d’anni. Il nudo e il morto, pubblicato nel 1947, è ambientato durante la seconda guerra mondiale, in una sperduta isola del Pacifico. Romanzo duro e polemico, principalmente contro la scarsa capacità degli ufficiali statunitensi, divenne famoso anche per un aneddoto: Mailer aveva usato spesso il verbo to fuck (fottere), ma l’editore decise di edulcorarlo usando il neologismo to fug. Il nudo e il morto esce, in tutte le sue 800 pagine, a dicembre. Costerà molto: 30 euro.
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