Second Hand
Una storia d’amore con un’ambientazione molto originale e due personaggi che colpiscono nel segno. Richard è un ragazzo più che trentenne con una passione chiara in mente: le cianfrusaglie. È un Junker, un amante di tutto ciò che è di seconda mano. Raccoglie oggetti d’ogni sorta e li vende nel suo negozietto, astutamente posizionato nel quartiere più infame di Detroit.
Non ha altre passioni: è imbranato con le ragazze e tutti in famiglia sembrano considerarlo poco più d’un fallito. Poi però, in un momento difficile, conosce Theresa, altra personalità non convenzionale. Nasce una storia d’amore tenera e difficile, raccontata in prima persona, con grande autoironia.
Anche se il libro sconta qualche ingenuità (del resto è un’opera prima), ha un ritmo convincente, con una suddivisione in brevi capitoli e una scrittura lieve, che quando la situazione lo richiede si fa più drammatica, senza sfigurare.
È un libro di trecento pagine che si beve in una sera, ammesso che si sia nello spirito giusto. E che si amino gli oggetti, con quella capacità di evocarne un’anima che l’autore, Michael Zadoorian, certamente ha.

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