Atta, Il meglio deve ancora venire
Atta, Il meglio deve ancora venire
Enitan e Sheri sono due ragazze che si scontrano con l’ordine e il disordine di una Nigeria uscita da poco dalla guerra del Biafra, un paese in cui si susseguono colpi di Stato militari e regimi dittatoriali. Due adolescenti che diventano donne desiderose di sfuggire alla prigionia di una società oppressiva e maschilista. Sheri, bella e sfrontata ma vittima di un grave trauma, sceglierà l’esuberanza e la provocazione. Enitan cercherà di trovare la sua strada fra la deriva mistica della madre, l’incarcerazione del padre, la carriera di avvocato e il matrimonio che le impone, in quanto donna, obblighi e contraddizioni. Attraverso le voci di questi personaggi, Sefi Atta scrive un romanzo iniziatico, un libro in cui i destini personali travalicano il contesto storico e politico della Nigeria per fondersi nell’emotività, fino al cuore dell’identità e dell’ambiguità femminili.
Fin dall'inizio ho creduto a tutto quello che mi dicevano su come ci si deve comportare, perfino alle bugie più evidenti, anche se avevo le mie preferenze. All'età in cui le altre bambine nigeriane erano maestre di ten-ten, un gioco in cui si battono i piedi a ritmo cercano di far sbagliare le compagne con improvvisi scatti delle ginocchia, i miei momenti preferiti erano quelli che passavo seduta al pontile a far finta di pescare. I peggiori, quelli in cui sentivo le urla di mia madre dalla finestra di cucina "Enitan, vieni dentro ad aiutarmi".
un momento...


