Toews, In fuga con la zia
Toews, In fuga con la zia
Una mamma in depressione profonda, un babbo artistoide dall’altra parte dell’America, due ragazzini esplosivi e una zia sognatrice. Benvenuti a casa Troutman! Benvenuti a bordo di un viaggio nella follia: tremila chilometri di sogni e ribellioni, sofferenze brucianti e pasticci adolescenti. Una scrittura magica, dialoghi da Oscar, un’intelligenza e una grazia molto femminili che leggono e raccontano le pieghe più intime dei protagonisti.
Un viaggio folle e glorioso a caccia di un padre scomparso nel deserto.
Tremila chilometri e diecimila domande a caccia di se stessi e di un po’ di felicità.
Mmm, e così butta male. Qualche settimana fa in piena notte ricevo una telefonata a carico da mia nipote Thebes: le serve aiuto, per favore, con Min. Dice che ci ha provato a tenere botta ma non ce n'è. Min è inchiodata a letto, tira avanti a siluretti blu, convinta che un milione di automobili metallizzate stiao per piombare su di lei (buio totale su cosa mai intendesse Thebes), Logan passava guai a scuola per via di certe storie inquietanti che scriveva, Thebes si era spacciata per Min al telefono con il preside, la casa cadeva a pezzi, la controporta del cortile era volata via, una famiglia di topi feroci si era installata dentro il pianoforte, i vicini erano stufi di ritrovarsi asce in cortile ogni due per tre (ancora qualcosa di incomprensibile in cui c'entrava Logan)... in sostanza, le cose le stavano sfuggendo di mano. E Thebes ha soltanto undici anni.
un momento...



