Bolaño, I detective selvaggi

Bolaño, I detective selvaggi

Una specie di falso poliziesco, o di sarcastico on the road, a cavallo di due tempi in cui avrebbe potuto succedere tutto, il tempo delle avanguardie artistiche e il tempo della gioventù “alternativa” anni Sessanta e Settanta. Arturo Belano e Ulises Lima, sedicenti poeti e piccoli trafficanti, adepti di un’improbabile ed estrema avanguardia, il “realvisceralismo”, cercano in America Latina la mitica fondatrice della loro avanguardia, Cesárea Tinajero, creatrice di un’unica composizione inedita e scomparsa nel nulla in anni distanti.
Vita e opinioni raccontate, avanti e indietro nel tempo. Due momenti si incardinano l’uno nell’altro: al presente dei due detective che inseguono le tracce di Cesárea, in compagnia di un diciassettenne alla scoperta del sesso e di una prostituta adolescente in fuga dal suo protettore, seguono gli indiretti resoconti, vent’anni dopo, di testimoni che conobbero Arturo e Ulises e sanno che fine fecero. Un vagabondare irrequieto in cui ogni evento, ogni personaggio sembrano sdoppiare indefinitamente le possibilità della vita, senza che nessuno riesca alla fine ad afferrarne alcuna. E si può leggere come la metafora di una generazione, ma anche come l’epica iconoclasta e feroce di un continente il cui spirito si esprime al meglio nelle finzioni borgesiane e nelle desolate solitudini dei “macondo”. E finzioni e macondo sembrano vivere entrambi nelle invenzioni di Bolaño, fatte di apocrifi e verità storiche indistinguibili, di futili grandezze e magnifiche miserie.

autore: Roberto Bolaño, nato in Cile nel 1953, cresciuto in Messico, morto nel 2003, è da qualche anno oggetto di una riscoperta. Qualcuno lo paragona, non a torto, a Borges e Cortazar.
editore: Sellerio, casa editrice di tutta la serie di Montalbano, ma anche di ottima narrativa straniera.
pagine: 808
anno: 2009


2 novembre
Sono stato cordialmente invitato a far parte del realismo viscerale. Naturalmente, ho accettato. Non c'è stata cerimonia di iniziazione. Meglio così.

3 novembre
Non so bene in che conssta il realismo viscerale. Ho diciassette anni, mi chiamo Juan Garcia Madero, sono al primo semestre di giurisprudenza. Io non volevo studiare giurisprudenza, bensì lettere, però mio zio insisteva e alla fine ho dovuto cedere. Sono orfano. Diventerò avvocato. Fu questo quel che dissi a mio zio e a mia zia e poi mi chiusi in camera e piansi tutta la notte. O almeno una buona parte.

Prezzo di copertina: 16.50 €
Il nostro prezzo: 14.00 €
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